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GeCaS

Digitalizzazione in ambito socio-sanitario: una realtà improvvisa ma consolidata

12 Aprile 2021
 

L’emergenza sanitaria che ha investito il mondo intero a partire dal 2020 ha sconvolto la nostra quotidianità a 360 gradi, modificando equilibri e comportamenti in tutti gli ambiti: dal lavoro, alla casa, al modo in cui viviamo gli spazi e i rapporti sociali. Ma se gli effetti sanitari del Covid-19 vengono presentati ai nostri occhi ogni giorno sotto forma di bollettini, statistiche e numeri, conseguenze più sommesse, ma altrettanto gravi, riguardano l’ambito Socio Sanitario. Le richieste di aiuto si sono moltiplicate: incertezza economica, famiglie in difficoltà, fragilità mentali sono solo alcuni esempi di situazioni che si sono intrecciate con l’impossibilità di muoversi, persone in isolamento non autosufficienti, mancanza di spazi adeguati e via dicendo.
 

Se l’indebolimento del tessuto sociale ed economico, da una parte, ha generato un significativo aumento di richieste d’aiuto, dall’altra, gli operatori sociali si sono ritrovati in prima linea, dovendo traslare online procedure e attività che fino a poco tempo prima erano fortemente legate a un’interazione di persona.


 

La tecnologia: una nuova alleata

All’interno di questo contesto la tecnologia si è rivelata un’alleata potente, in grado di creare legami e costruire ponti in modalità quasi totalmente inesplorate in ambito sociale. Questo è il contesto a partire dal quale Klan.it ha dedicato l’ultimo anno alla progettazione e realizzazione di GeCaS SmartServices, un sistema in grado di estendere le funzionalità di GeCaS, cartella sociale informatizzata, in una Sala del Cittadino, integrando la gestione dei flussi e delle informazioni interne tra Enti e Operatori con uno sportello virtuale grazie al quale i Cittadini e gli Utenti possono usufruire di servizi online, gestire prenotazioni, inviare comunicazioni e utilizzare il sistema integrato di video conferenza.


 

Gli sportelli diventano digitali

SmartServices è la risposta ai bisogni degli operatori, raccolti durante i primi mesi dell’emergenza sanitaria, individuando tutte quelle procedure in cui gli utenti sono coinvolti ma che possono, altresì, essere traslate in ambito digitale con facilità.


Pensiamo ad esempio alle prenotazioni: uno sportello fisico prevede l’interazione dal vivo di addetti a contatto con il pubblico, per un periodo prolungato. Gli stessi utenti, inoltre, devono uscire per recarsi allo sportello e “subire” tutte le possibili interazioni connesse (mezzi pubblici, sale d’attesa, code). A questo aggiungiamo i rischi legati allo scambio di moduli cartacei o di semplice cancelleria come la classica penna a disposizione del pubblico. La gestione delle prenotazione online permette ai cittadini di avere un feedback immediato sulle disponibilità, accedere alla piattaforma facilmente in diverse modalità (comprese SPID e Carta Nazionale dei Servizi), e prenotare un appuntamento o un colloquio in pochi click, senza muoversi da casa. Lo stesso approccio vale per la compilazione di moduli, istanze e richieste di informazioni e documenti. Il tutto integrato con i classici processi interni della cartella sociale informatizzata, supportando gli operatori durante tutte le fasi del processo di aiuto: Accoglienza, Valutazione, Progettazione, Erogazione, Rendicontazione, Monitoraggio.
 

 

Smart working: cosa significa in ambito socio-sanitario

Il secondo aspetto, che per riflesso ha contraddistinto il 2020, è lo smart working. Ma cosa significa lavorare da remoto in un settore dove il contatto e l’approccio umano sono fondamentali? Significa scegliere di affiancare l’online ai servizi in presenza, digitalizzando prima di tutto i processi legati a formalismi e procedure, nel modo più semplice possibile in modo da facilitare l’accesso a qualsiasi utente.

 

Ne è un esempio l’integrazione di un sistema di videoconferenze all’interno di GeCaS SmartServices: un unico strumento, senza bisogno di chiedere agli assistiti di installare software, direttamente integrato con il calendario e le attività degli operatori.

 

Se non è in dubbio l’efficacia dell’approccio “di persona”, è altresì vero che in alcuni casi il modello dei colloqui online si è rivelato fondamentale per garantire la continuità del servizio, facilitando, oltre alla sicurezza di operatori e assistiti, anche aspetti pratici e operativi: meno spostamenti, incastri facilitati, monitoraggi più frequenti e una conseguente riduzione dei costi di tutta la catena di assistenza. Inoltre, per gli utenti, il colloquio “da casa” può significare un ambiente protetto, esente da stimoli e distrazioni esterne spesso presenti negli uffici o negli studi.

 

Un secondo aspetto, altrettanto importante per lo smart working, è lo scambio di informazioni in un unico canale sia tra utenti e operatori, sia tra gli stessi operatori del sociale: colleghi, altri Enti, collaboratori o professionisti coinvolti nel processo di aiuto. GeCaS consente di gestire messaggi, notifiche e documenti, riducendo gli errori manuali di data entry o lunghe ricerche di documenti in archivi o caselle email: un approccio che abilita gli operatori a lavorare ovunque sia disponibile una connessione.


 

E domani? Cosa rimarrà dell’Onda Digitale?

Se la necessità ha spinto sull'acceleratore della trasformazione digitale, anche in ambito sociale, è altrettanto vero che l’emergenza è stata l’occasione per coglierne i vantaggi strategici.

 

La digitalizzazione delle procedure semplifica l’operatività, rende più efficienti i processi e riduce i costi: meno burocrazia, meno data entry, meno errori si traducono in più tempo da dedicare agli utenti. E quando l’uso degli spazi e le interazioni sociali torneranno finalmente alla normalità, sarà facile implementare un modello misto, prendendo il meglio da entrambi gli approcci.

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in data 27 maggio 2002
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