SEZIONE: WELFARE E POLITICHE GIOVANILI
Giovani e futuro

Progetto Maybe, diventare adulti in Lombardia

16 Aprile 2024
 

Il progetto MAYBE “Moving into Adulthood in uncertain times: Youth Beliefs, future Expectations, and life choices between changing social values and local policy initiatives” è promosso dal Dipartimento di scienze sociali e politiche dell’Università degli Studi di Milano ed è stato finanziato da Fondazione Cariplo. In collaborazione con AnciLab sono realizzate azioni di comunicazione finalizzate a coinvolgere i policy maker e favorire la trasferibilità dei risultati della ricerca nelle politiche locali. 
 

La transizione ai ruoli adulti 
 

Gli studi sulla transizione ai ruoli adulti hanno via via evidenziato un cambiamento di soggettività dei giovani italiani rispetto alle generazioni precedenti. Cambiano i tempi e i percorsi di transizione, ma anche il sistema di valori e le priorità che orientano le scelte di vita. Nuove concezioni dei confini sociali della categoria “giovane” si intrecciano con il perdurare di meccanismi di disuguaglianza che influenzano modi e tempi del passaggio da una situazione di dipendenza dalla famiglia a una di autonomia o interdipendenza.


L’indagine condotta nelle scuole lombarde con il progetto MAYBE consente di approfondire questi temi a livello locale. In particolare, in questo articolo si presentano alcuni risultati relativi alla survey condotta nelle scuole lombarde nell’anno scolastico 2022/2023, alla quale hanno partecipato 1227 studenti di 74 classi quinte in 39 scuole secondarie di II grado. Le scuole sono state selezionate casualmente a partire dalle liste ministeriali. Il 62% degli intervistati frequenta un istituto tecnico, il 27,7% un liceo e il 10,3% un istituto professionale. Le province con più studenti coinvolti sono Milano (18,2%), Bergamo (17,2%), Brescia (15,1%) e Monza Brianza (13,4%).
 

 Le scelte post-diploma 
 

Sulle scelte post-diploma, una quota di studenti dichiara di non voler continuare gli studi (l’1,8% degli studenti del liceo, 21,8% del tecnico e 15,1% del professionale) e/o di non avere ancora deciso (12,6% dei liceali, 19,2% dei tecnici e 27% dei professionali). Sono molti coloro che desiderano proseguire gli studi. Il 47,7 dei liceali vuole iscriversi a un corso di laurea e il 37,4% desidera lavorare nel mentre; tra chi frequenta un istituto tecnico, il 28% vuole iscriversi all’università e lavorare e il 24,5% vuole solo continuare gli studi; gli studenti del professionale vogliono nel 35,7% iscriversi all’università e lavorare e nel 20,6% frequentare solo l’università.


Molti studenti intervistati, quindi, pur di poter continuare gli studi sono disposti a lavorare, evidenziando come le politiche giovanili di supporto agli studi possono aiutare gli studenti privi di mezzi ma desiderosi di proseguire gli studi. Tra le esperienze che hanno aiutato nella scelta, gli studenti hanno apprezzato l’alternanza scuola-lavoro. Si evidenziano tuttavia differenze tra i percorsi: l'esperienza è ritenuta più utile da chi frequenta tecnici (57,2%) e/o professionali (63,8%) e meno per il liceo (40,5%). In misura minore, sono stati d’aiuto i progetti e le iniziative fatti a scuola, indicati come utili dal 24,8% di chi frequenta il liceo, dal 20% del professionale e dal 20% del tecnico. 
 

Diventare adulti: tappe ed età ideali 
 

Gli studenti intervistati, che hanno tra i 18 e i 20 anni, si trovano in una fase di sperimentazione che Arnett chiama “adultità emergente” (2000) e molto rilevanti sono i risultati relativi alle loro idee sul diventare adulti, all’idea di futuro e alle scelte post diploma. Essi affermano di trovarsi in un momento della vita in cui tutto è ancora possibile (50,2% molto d'accordo, 41,2% d’accordo), ci sono molti cambiamenti (65,8% molto d’accordo, 31,2% d’accordo), possono scoprire chi sono veramente (36,2% molto d’accordo, 50,8% d’accordo) e concentrarsi su se stessi (30,6% molto d’accordo, 48,2% d’accordo). Tale ottimismo si riflette anche sulle risposte date quando sono interrogati sul futuro e sulle età ideali di alcune tappe della transizione all’età adulta.


Il campione ha dichiarato che l’età ideale per andare a vivere fuori dalla casa dei genitori è 22,2 per un uomo e 22,3 per una donna; quella per andare a vivere con un partner è 24,6 per un uomo e 24,2 per una donna; quella per avere il primo figlio di 28,4 per un uomo e 27,5 per una donna. Le età ideali sono molto distanti dalle età in cui, in media in Italia, tali tappe sono realizzate, anche a causa di condizioni strutturali che rendono questa meta molto difficile.


I dati Istat relativi alla percentuale di giovani tra i 18-34 anni che vivono in famiglia sono passati dal 60,4% nel 2001 al 67,4% nel 2022. Molti giovani in Italia vedono una possibilità di realizzazione delle proprie aspirazioni al di fuori dei confini nazionali. Secondo i più recenti dati Istat, l’Italia ha perso 79mila giovani laureati in dieci anni. Nel campione di studenti lombardi, il trasferirsi all’estero nei prossimi 3 anni è ritenuto probabile dal 29,7% degli intervistati, rispettivamente il 32,7% delle ragazze e il 26,2% dei ragazzi. 
 

In breve 
 

I risultati preliminari dell’indagine nelle scuole mostrano come i giovani lombardi, poco prima della maturità, si trovino in una fase di passaggio molto delicata all’interno della quale appaiono ottimisti. Si segnala, però, uno scostamento tra la percezione che i giovani studenti hanno circa la propria idea dei tempi in cui realizzare le tappe dell’“essere adulti” e il noto allungamento dei tempi di transizione ai ruoli adulti registrata in Italia. In questo gap, tra desideri e ostacoli strutturali, diventare adulti può presentarsi come un vero percorso ad ostacoli senza un contesto che supporti i giovani. In questo processo, le politiche giovanili a livello locale possono fare la differenza nel sostenere i giovani nell’acquisizione di consapevolezza ed empowerment. Per maggior informazioni sul progetto è possibile visitare il sito di spsTREND dell’Università degli Studi di Milano e/o scrivere a Simona Guglielmi, responsabile scientifica del progetto (simona.guglielmi@unimi.it).
 

Giuliana Parente , Alice Sanarico e Simona Guglielmi

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