SEZIONE: WELFARE E POLITICHE GIOVANILI
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Immigrazione: 1991 Comuni nella Rete SAI, accolte 55779 persone

16 Giugno 2026
 

Sono 1991, dei quali 1100 piccoli, i Comuni italiani coinvolti nella Rete SAI - Sistema di accoglienza e integrazione -,  costituita dagli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo
In questi territori, nel 2025, sono state accolte 55779 persone, quasi il 90% under 41, i minori sono 14829 mentre le donne sono il 26,2% del totale.
Tra i beneficiari, inoltre, il 3,8% presenta disagio mentale, il 3,5% è vittima di tortura o violenza (dato che sale al 5.9% tra le donne), il 3,2% di tratta (7,9% per le donne), mentre il 9,5% dei minori non accompagnati arriva in condizioni di fragilità.
Da segnalare che il 61,6% dei 19307 beneficiari usciti dal sistema ha completato con successo il percorso di inserimento. In particolare, nel 2025, gli inserimenti lavorativi hanno riguardato il 33,8% della popolazione adulta accolta (nel 2022 erano pari al 25,4%) e questo dato incide per il 71,7% sul totale degli usciti dal SAI nel corso dell’anno.

Questi sono alcuni dei dati presentati questa mattina e contenuti nella XXIV edizione del Rapporto sul Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), che evidenziano, tra l'altro, la presenza di 867 progetti attivi, il 44,3% da più di dieci anni. Nel 2025 i posti finanziati sono saliti a 44209 (+8,3% sul 2024), quelli attivi a fine anno a 41289 (+6,7%): 33885 per l’accoglienza ordinaria, 6646 per minori non accompagnati, 758 per beneficiari con bisogni sanitari specifici.
L'illustrazione del Rapporto, che conferma il consolidamento e l’espansione della rete sul territorio nazionale, è stata curata da Gianguido D’Alberto, Sindaco di Teramo e delegato Anci all’Immigrazione, dal Prefetto Rosanna Rabuano, Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, da Nicola Pasini, Segretario generale della Fondazione ISMU E.T.S e da Camilla Orlandi, responsabile del Dipartimento Immigrazione di Anci.

Per Camilla Orlandi, il SAI è “un patrimonio infrastrutturale, professionale e sociale” in crescita su tutti i fronti, e resta l’unica misura stabile per i minori non accompagnati", nella quale sono coinvolte circa 25000 figure professionali di enti locali ed enti attuatori per la gestione delle attività e dei servizi.
Fondamentale per raggiugere questi risultati è la collaborazione tra istituzioni e territori, come ha evidenziato il Prefetto Rabuano, poichè "l’esperienza del SAI dimostra il valore della collaborazione tra Ministero dell’Interno, Comuni e Terzo settore”, un sistema che accompagna un numero crescente di persone verso autonomia e inclusione.
Secondo Gianguido D’Alberto, infine, "in una fase delicata e cruciale con l’avvio dell’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, è fondamentale investire sull’unico sistema di accoglienza diffusa che dimostra di funzionare in Europa".
Infine Nicola Pasini, partendo dall’analisi dei dati dedicati al SAI, ha ricordato come “l’immigrazione non è solo una questione emergenziale, ma una sfida che coinvolge Comuni, scuole, lavoro e servizi territoriali. Il SAI è uno strumento chiave di coesione sociale e sviluppo territoriale: investire nell’integrazione significa investire nella qualità del welfare locale e nella capacità dei territori di affrontare le trasformazioni demografiche ed economiche future”.

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