SEZIONE: WELFARE E POLITICHE GIOVANILI - ALTRO
Emarginazione

La strage degli invisibili

9 Gennaio 2026
 

Il 5 gennaio scorso un uomo senza fissa dimora di 34 anni. Andrea, è morto assiderato a Milano, vittima del freddo intenso.
 

Non è il primo in questo inizio 2026. Secondo il la Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora Ente del Terzo Settore (fio.ETS) sono già 10 le persone senza fissa dimora che sono morte in Italia dall’inizio dell’anno.
 

Tre cause diverse, cui si aggiungono cadute, malattie anche lievi, incidenti e persino il caldo. Lo racconta il Rapporto della Federazione 2026 che indica che in Italia, nel 2025, ci sono stati 414 decessi di persone senza fissa dimora. Le morti sono avvenute principalmente in spazi pubblici, nel 34% in strada, parchi e aree pubbliche. Altro luogo sono baracche e ripari di fortuna (23%), per annegamento (15%) e in carcere (8%).
 

I dati del Rapporto ci dicono che le morti in strada interessano soprattutto uomini (91,5%) e persone di nazionalità straniera (56,5%), in prevalenza provenienti da paesi extraeuropei (45%), in particolare dal Marocco (10%) e dalla Tunisia (3,5%).
 

L’età media dei decessi si attesta a 46,3 anni, maggiore per gli italiani e pari a 54,5, minore per gli stranieri pari a 42.
 

Il Nord Italia rimane l’area più colpita, con oltre la metà dei decessi: 29% nel Nord-Ovest e 19,7% nel Nord-Est. Seguono il Centro, con il 26%, il Sud, con il 17% e le Isole con l’8,3%.
 

In Lombardia, si sono avuti nel 2025 79 decessi, concentrati tra le province di Milano (27) e Bergamo (19), seguite dalla provincia di Como con 8. Le morti sono avvenute soprattutto in spazi pubblici, visibili e facilmente accessibili: nel 44% dei casi i ritrovamenti sono avvenuti in strada, parchi e aree pubbliche (sopra la media nazionale del 34%).
 

Meno frequenti, in Lombardia rispetto alla media nazionale, i decessi in baracche o ripari di fortuna (3%, è il 23% a livello nazionale), mentre il 15% è avvenuto in carcere o in ospedale. Una piccola parte (il 7%) si è verificato in alloggi supportati o strutture di accoglienza notturna.
 

Il Rapporto indica in malori, ictus o malattie le cause principali (42%), seguite da annegamento (10%), abuso di alcol e droghe (9%), aggressioni e omicidio (9%) e suicidi (6%).
 

Le morti in strada interessano soprattutto uomini (88%), ma rispetto alla media nazionale, la percentuale di donne senza dimore decedute in Lombardia è più alta, 12% contro l’8% a livello italiano. Per quanto riguarda la nazionalità, in un caso su 3 si tratta di persone con cittadinanza italiana. L’età media dei decessi si attesta a 47,3 anni.
 

“L’analisi” si legge nel Rapporto, “evidenzia come, accanto all’esposizione ai rischi climatici nei mesi invernali ed estivi, siano soprattutto la mancanza di accesso alle cure sanitarie, l’isolamento sociale, l’insicurezza e l’assenza di un alloggio adeguato a rendere fatali eventi che, in altre condizioni, non lo sarebbero”.

(SM)

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Disponibili on line i documenti stilati con il Ministero della Salute.

EMERGENZA

Presentata oggi al TAR la richiesta di annullare il passaggio della regione alle norme più restrittive.

Per partecipare ai progetti di Anci Lombardia le candidature si possono presentare presso i comuni aderenti al bando entro il 16 aprile 2015 alle ore 14

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