Quello della 'malamovida' è un tema che, pur accompagnando tutto l'anno le città italiane, è più sentito nel corso dell'estate, quando è maggiore la pressione che grava su alcune aree, in particolare i centri storici, dove è più significativa la concentrazione di locali, attorno ai quali si radunano molte persone che, spesso, si trattengono anche dopo la chiusura dei ritrovi, generando a volte tensioni e disagi.
Questo fenomeno risulta particolarmente delicato da regolare, poiché chiama in causa profili, poteri e competenze istituzionali diverse, e perché sono diversi gli aspetti coinvolti: salute, pubblica quiete, decoro, igiene urbana e vivibilità dei territori, nonché ordine e sicurezza pubblica.
Per dare un aiuto ai Comuni a muoversi all'interno del quadro regolatorio che, come osserva Anci, è "molto frammentato e poco organico" e pertanto "sta determinando un cospicuo contenzioso di natura ordinaria e amministrativa", l'Associazione Nazionale dei Comuni, a seguito di una ricognizione della principale giurisprudenza amministrativa sul tema, ha pubblicato il Quaderno dell’Anci “Libertà di iniziativa economica e malamovida: ordinanze e strumenti Tuel”, che vuole essere un supporto operativo per fornire indicazioni sul corretto utilizzo di alcuni degli strumenti oggi previsti dall’ordinamento per il governo della 'malamovida', ossia le ordinanze sindacali ex art. 50 e art. 54 del Testo Unico Ordinamento Enti locali di cui al Decreto legislativo n. 267/2000.
Infine il Quaderno, per agevolare il più possibile il lavoro degli operatori e degli amministratori comunali, mette a disposizione schemi di atti tipo, da adattare in funzione delle specifiche esigenze locali.