Il Castello Mediceo di Melegnano deve il suo nome a uno dei suoi principali protagonisti storici: il marchese Gian Giacomo Medici di Marignano. Nel 1532 il castello venne donato da Francesco II Sforza a Gian Giacomo Medici, elevando il borgo a marchesato e conferendogli il titolo nobiliare annesso, in cambio delle terre del Lario, area occupata con guerriglie e governata dal Medeghino come Stato autonomo. Da quel momento il fortilizio conosce una nuova vita, trasformato in palazzo residenziale secondo il gusto rinascimentale.
Gli affreschi cinquecenteschi, voluti su commissione del fratello Gian Angelo Medici, poi papa Pio IV, sono elemento distintivo del castello odierno rispetto agli altri fortilizi lombardi. Il riutilizzo abitativo dell’ala lunga, avviatosi alla fine dell’Ottocento e protrattosi per alcuni decenni del Novecento, ha permesso la conservazione della parte superiore degli affreschi, custodendo una pagina di storia lombarda ancora in parte inesplorata. Gli interventi di restauro di fine secolo scorso si sono concentrati sulla sola parte centrale del castello, lasciando in disuso le due ali laterali.
Il Castello Mediceo di Melegnano, patrimonio di inestimabile valore, è al centro di un rinnovato interesse scientifico e istituzionale. Il Politecnico di Milano svolge attività di ricerca e didattica sul Castello dal 2022, indagando la storia della sua costruzione, in continuità con la ricerca condotta da Andrea Spiriti sul ciclo pittorico del piano nobile, e studiando soluzioni per il restauro e il recupero del complesso a usi civici e culturali. La collaborazione tra il Politecnico di Milano e il Comune di Melegnano ha permesso agli studenti di apprendere le tecniche di analisi e conservazione degli edifici storici e fare pratica proprio nei locali del Castello dove si svolgono le esercitazioni del corso di Laboratorio del Restauro coordinato dal prof. Davide Del Curto, con i colleghi prof. Carlo De Gaetani e prof.ssa Fausta Fiorillo.
Inoltre, le tesi di laurea magistrale di Stefania Locatelli ed Elisabetta Pedegani hanno fatto emergere nuove notizie sui cantieri che, dalla fine del Trecento all’inizio del Seicento, hanno dato al Castello il suo assetto attuale, sulle persone che vi hanno abitato e sugli artisti che vi hanno operato. In questo modo, l’attività accademica contribuisce a migliorare la nostra comprensione dell’edificio, produce nuovi contenuti per la narrazione del monumento, ampliando i motivi di interesse e le possibilità di divulgazione. Ne sono esempio le ricostruzioni virtuali delle decorazioni pittoriche preparate dagli studenti del Politecnico di Milano che aiutano i visitatori a visualizzare le condizioni del Castello prima che si degradasse a causa del lungo abbandono, e anche a prefigurare gli esiti dei prossimi restauri che restituiranno dignità a questi splendidi ambienti.
La ricerca accademica si sta così traducendo in progetto concreto di valorizzazione. Gli studi avviati hanno portato a nuove riflessioni, consentendo l’avvio di progetti virtuosi, come l’esperienza recentemente conclusa: “Straordinari restauri: percorsi digitali – scenari futuri nella città del
passato” e su promozione di AssoRestauro e AnciLab. L’ampliamento del percorso espositivo del castello con l’apertura della Sala degli Emblemi risponde alla volontà di valorizzare il patrimonio storico, architettonico e pittorico offerto dal castello di Melegnano attraverso un’esperienza
interattiva e coinvolgente. Il Politecnico di Milano, attraverso il supporto della ricerca e analisi pittoriche predittive, ha consentito, assieme ad AssoRestauro e AnciLab, l’avvio di un progetto di turismo culturale sostenibile ed innovativo attento ad una valorizzazione inclusiva e rispettosa della storia dell’ambiente.
Davide Del Curto, DAStU, Politecnico di Milano
Elisabetta Pedegani, DAStU, Politecnico di Milan