SEZIONE: WELFARE E POLITICHE GIOVANILI
GIOVANI

Istituzioni e terzo settore uniti per contrastare isolamento e povertà educativa

18 Novembre 2025
TEMI: Giovani
 

L'Italia è di fronte a uno scenario preoccupante, formato da una generazione che rischia di diventare la più fragile e numericamente più piccola della storia recente italiana.
Un insieme silenzioso di giovani che faticano a entrare nel mondo del lavoro, a formarsi e a costruire relazioni stabili, la cui presenza nella società si assottiglia e con essa la forza vitale di un Paese che invecchia.

Il fenomeno NEET
I dati parlano chiaro. Secondo l'Istat, negli ultimi vent’anni la fascia d’età tra i 25 e i 34 anni ha perso oltre 2,3 milioni di individui: erano più di 8,6 milioni nel 2004 e oggi sono circa 6,3 milioni, pari al 10,6% della popolazione italiana. Il Rapporto Cnel “Demografia e Forza lavoro” segnala inoltre che gli occupati in questa fascia sono scesi da oltre 6 milioni a circa 4,2 milioni, riducendo il loro peso tra i lavoratori dal 27,1% al 17,8%. Un calo che riflette un più ampio squilibrio generazionale: in Italia, gli under 15 sono ormai meno della metà degli over 65, e presto saranno meno di uno su tre. A questa fragilità demografica si aggiunge una fragilità sociale altrettanto rilevante: secondo Eurostat, l’Italia presenta una delle più alte incidenze di NEET (giovani che non studiano, non lavorano) in Europa, seconda solo alla Romania (19,4%), con il 15,2% dei giovani tra i 15 e i 29 anni fuori da percorsi di studio o lavoro, a fronte di una media UE del 11%.
A questo proposito, Alessandro Rosina, sociologo e docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, evidenzia come "la condizione dei NEET rappresenta uno dei segnali più preoccupanti della nostra società. La sua incidenza misura lo spreco di capitale umano delle nuove generazioni. L’Italia, purtroppo, resta tra i Paesi europei con i livelli più alti: un paradosso, considerando che siamo anche tra quelli con meno giovani e con un processo di “degiovanimento” più accentuato. Rafforzare la formazione e il raccordo tra scuola e lavoro è l’investimento decisivo per assicurare vitalità economica, innovazione e sostenibilità sociale" .

L'impegno di fronte all'emergenza
Di fronte a questo scenario di emergenza generazionale, Fondazione Asilo Mariuccia, da oltre un secolo punto di riferimento per l’accoglienza e la formazione dei giovani in condizioni di vulnerabilità, rilancia il proprio impegno, promuovendo questa mattina, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e ALTIS Graduate School of Sustainable Management, la tavola rotonda “Con i giovani, contro la violenza. Prevenire il disagio e difendere le relazioni per una Lombardia Zero NEET”, che ha ottenuto il patrocinio di Regione Lombardia, del Comune di Milano e di UNEBA Lombardia.
Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha osservato che "i dati sui NEET in Italia sono allarmanti e non possono lasciarci indifferenti. L’Università Cattolica è dunque in prima linea per assumersi la sua parte di responsabilità e fare in modo che la situazione possa migliorare. Il cuore della nostra missione educativa si esprime nell’alimentare l’education power. I numeri non miglioreranno se non si parte dall’educazione attraverso progetti mirati e sinergici".
In quest'ottica rientra la collaborazione tra l'Università e la Fondazione, che vuole essere un’opportunità per accendere i riflettori su un quadro di fragilità che non si misura solo nei numeri, ma anche nella percezione del benessere. Chi possiede un titolo di studio basso tende più spesso a sentirsi in una condizione di peggioramento, segno di quanto l’istruzione resti un fattore decisivo di emancipazione.
Laddove le fragilità rischiano di tradursi in esclusione, Fondazione Asilo Mariuccia interviene con un impegno quotidiano che aiuta i giovani a ritrovare fiducia, competenze e autonomia. Tra i progetti più significativi figurano Coltivare Inclusione, dedicato al florovivaismo per ragazzi italiani e stranieri del territorio con difficoltà scolastiche o sociali, e IntegrAzione, laboratori di carpenteria navale sul Lago Maggiore dove 30 minori stranieri non accompagnati hanno appreso competenze tecniche e relazionali. Ad oggi oltre 500 ragazzi sono stati formati attraverso i laboratori di educazione al lavoro. Mentre il nuovo e ambizioso progetto “Un Porto Nuovo” prevede la ristrutturazione del polo educativo di Porto Valtravaglia (Varese): grazie a un finanziamento di 3 milioni di euro (Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri), sarà possibile triplicare la capacità recettiva del centro con l’apertura di 2 nuove comunità; 5 laboratori di educazione al lavoro (florovivaismo, carpenteria navale, ciclomeccanica, cucina, barberia); un polo sportivo e un centro diurno, accogliendo ogni giorno fino a 90 giovani in percorsi di formazione e autonomia lavorativa.
Considerando le diverse attività promosse, Emanuela Baio, Presidente di Fondazione Asilo Mariuccia, ha evidenziato che l'azione della Fondazione mira ad "accompagnare un giovane nel suo percorso di rinascita significa offrirgli non solo un aiuto, ma un senso di appartenenza. Restituiamo dignità, fiducia e autonomia lavorativa, partendo da ciò che spesso manca: il rispetto dell’identità di ciascuno. Siamo di fronte a una sfida tanto culturale quanto sociale: dimostrare che nessun ragazzo è irrecuperabile, se trova adulti capaci di crederci davvero”. 

Il riconoscimento istituzionale
Alla tavola rotonda sono intervenuti anche i rapprentanti delle istituzioni, che hanno portato testimonianza dell'impegno su questi temi, per ribadire la necessità di un’azione corale a sostegno delle nuove generazioni allo scopo di costruire una Lombardia davvero “zero NEET”. 
Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, territorio dove, come evidenziato da un recente studio di Assolombarda, la quota di NEET è pari all’8,9% nel 2024, ha considerato che "la missione della Fondazione Asilo Mariuccia, storico baluardo dell’accoglienza milanese, assume ancor più valore alla luce del contrasto al fenomeno dei NEET. La cittadinanza consapevole è la chiave: con percorsi formativi e lavorativi che, non solo rispondono all’emergenza sociale, ma rappresentano un vero investimento sul futuro, promuovendo l’autonomia e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità” dichiara . 
Concludendo, Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, ha dichiarato che "di fronte a una generazione che, come ci dimostrano plasticamente i numeri, rischia di sentirsi ai margini, la società deve saper rispondere con azioni concrete che permettano ai giovani di essere protagonisti del loro futuro. Una sfida che non riguarda solo la creazione di opportunità, ma anche la costruzione di quella coesione sociale imprescindibile perché ognuno si senta parte attiva di una comunità. È una sfida che riguarda tutti e tutte: dalle istituzioni al mondo educativo, dalle imprese alla società civile al Terzo settore, in una sinergia che non lasci indietro nessuno". 

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