SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE
Ricerche

Entro il 2031 calerà la popolazione in quattro Comuni su cinque

29 Settembre 2022
 

Pubblicate a settembre le nuove previsioni di Istat sul futuro demografico del Paese, aggiornate al 2021. I dati confermano la presenza di un potenziale quadro di crisi con la decrescita della popolazione residente che passerà da 59,2 milioni al 1° gennaio 2021 a 47,7 mln nel 2070, passando da 57,9 mln nel 2030 a 54,2 mln nel 2050.

 

Il rapporto tra individui in età lavorativa (15-64 anni) e non (0-14 e 65 anni e più) passerà da circa tre a due nel 2021 a circa uno a uno nel 2050.
 

Crescono le famiglie, ma con un numero medio di componenti sempre più piccolo. Meno coppie con figli, più coppie senza: entro il 2041 una famiglia su quattro sarà composta da una coppia con figli, più di una su cinque non ne avrà.
 

Analizzando l’andamento della popolazione, Istat prevede che, entro 10 anni, quattro Comuni su cinque subiranno un calo di popolazione, nove su 10 nel caso di Comuni di zone rurali.
 

Questo calo demografico in un numero crescente di Comuni, secondo le previsioni Istat, si deve alla bassa fecondità, ma anche a livelli migratori sfavorevoli per alcune realtà territoriali, laddove è più forte tanto l’emigrazione per l’estero quanto quella per l’interno.
 

Dai Comuni rurali alle grandi città
 

A livello nazionale L’Istituto valuta che tra il 2021 e il 2031 i Comuni delle zone rurali possano nel complesso registrare una riduzione della popolazione pari al 5,5%, passando da 10,1 a 9,5 milioni di residenti. In tali aree i Comuni con saldo negativo della popolazione sono l’86% del totale.
 

Per i 1.060 Comuni che ricadono nelle Aree interne, particolari zone del territorio nazionale che si contraddistinguono per la distanza fisica dall’offerta di servizi essenziali, la condizione demografica risulta ancor più sfavorevole. Qui, infatti, la quota di Comuni con saldo negativo della popolazione nel decennio sale al 94%, facendo nel complesso registrare una riduzione della popolazione pari al 9,1%.
 

In una situazione relativamente migliore si collocano i Comuni a densità intermedia (piccole città e sobborghi), dove il calo demografico atteso è dell’1,9% (la popolazione transita nel decennio da 28,3 a 27,7 milioni). In tale area è minore anche la quota di Comuni interessati dal calo demografico, il 70% del totale.
 

Infine, sebbene a un livello minore, anche Città e Zone densamente popolate saranno interessate da spopolamento. La capacità attrattiva delle aree a più forte urbanizzazione farà sì che nel decennio il calo complessivo della popolazione sia solo dell’1,8%, con il 65% dei Comuni destinati a subire un saldo negativo tra i propri residenti.

(SM)

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