SEZIONE: LAVORI PUBBLICI ED EDILIZIA
Finanziamenti

Contributi ai Comuni per la rigenerazione urbana

8 Marzo 2021
 

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 56 del 6 marzo 2021 il Dpcm 21 gennaio 2021 Assegnazione ai comuni di contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.


Il decreto, come stabilisce l’articolo 1, definisce, in via sperimentale per il triennio 2021-2023, i criteri e le modalità di ammissibilità delle istanze e di assegnazione dei contributi, nonché le modalità di utilizzo dei ribassi d'asta, di monitoraggio anche in termini di effettivo utilizzo delle risorse assegnate, di rendicontazione e di verifica, nonché le modalità di revoca, recupero e riassegnazione delle somme non utilizzate.


Per i trienni successivi al 2023 e per l'ultimo biennio 2033-2034, in assenza di emanazione di un successivo decreto entro il 31 marzo dell'anno precedente il periodo di riferimento, saranno applicate le disposizioni di questo decreto.

 

Possono richiedere il contributo i Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, non capoluogo di provincia, e i Comuni capoluogo di provincia o sede di città metropolitana. Gli interventi per cui si chiede il contributo non devono essere già integralmente finanziati da altri soggetti pubblici e/o privati.

 

Ciascun Comune può fare richiesta di contributo per uno o più interventi nel limite massimo di:

 

  a) 5.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 15.000 a 49.999 abitanti;
 

  b) 10.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 50.000 a 100.000 abitanti;
 

  c) 20.000.000 di euro per i comuni con popolazione superiore o uguale a 100.001 abitanti e per i comuni capoluogo di provincia o sede di città metropolitana.


 

Per il 2021 sono disponibili 150 milioni di euro che saliranno e 250 nel 2022 e a 550 per gli anni 2023 e 2024 e 700 per ogni anno dal 2025 al 2034.
 

 

L’articolo 3 specifica quali interventi vanno nella direzione indicata dall’articolo 1, sottolineando che i contributi sono concessi per singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi pubblici anche ricompresi nell'elenco delle opere incompiute. 

Una prima tipologia di interventi è quella diretta alla manutenzione per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico. In questa tipologia è ricompresa anche la demolizione di opere abusive realizzate da privati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e la sistemazione delle pertinenti aree.

Un’altra tipologia riguarda interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive.

La terza tipologia fa riferimento al tema generale della mobilità sostenibile.
 

 

Il finanziamento degli interventi può essere finalizzato, oltre che per la realizzazione dell'opera, anche per le relative spese di progettazione esecutiva qualora siano comprese nel quadro economico dell'opera che si intende realizzare.


 

Il decreto definisce anche i termini per gli affidamenti dei lavori che per il 2021 decorrono a partire dall’emanazione del decreto ministeriale che attribuirà l'ammontare del contributo a ciascun Comune prevista entro 150 giorni dalla pubblicazione del Dpcm, mentre per gli anni 2022 e 2023 dal 1° ottobre precedente ciascun anno di riferimento del contributo. I termini sono perentori e variano in base al costo delle opere: se compreso tra 750.001 euro e 2.500.000 euro l'affidamento dei lavori deve avvenire entro 15 mesi. Oltre i 2,5 milioni deve avvenire entro 20 mesi.

 

 

Entro e non oltre 30 giorni dalla data di pubblicazione del Dpcm, il Ministero dell’interno - Direzione centrale della finanza locale, provvederà con apposito decreto ad approvare il modello di presentazione della domanda informatizzato, che i Comuni dovranno utilizzare per richiedere i contributi, e le modalità operative di invio del modello. Il Dpcm stabilisce, comunque, che la domanda debba essere “compilata esclusivamente con metodologia informatica, avvalendosi dell'apposito modello informatizzato che sarà messo a disposizione degli enti sul sito web istituzionale della  Direzione  centrale  della  finanza  locale,  nell'«Area certificati»”.

 

In allegato il testo del Dpcm

(SM)

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