SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE
CITTADINANZA ATTIVA

Al servizio di Milano con un Patto di Collaborazione

28 Dicembre 2021
 

Un patto di collaborazione è un accordo con il quale i cittadini attivi e il Comune di Milano individuano beni comuni urbani per i quali avviare un intervento di rigenerazione e un progetto di gestione condiviso per la loro cura. I cardini di ogni progetto che sfocia in un patto sono l'impegno e la responsabilità delle parti coinvolte nello svolgimento delle attività concordate e programmate.
Parole chiave dei Patti di Collaborazione possono essere quindi Partecipazione, Sussidarietà, Amministrazione condivisa, Cittadinanza attiva, Bene Comune.

Le modalità di avviamento del progetto
I cittadini attivi, le associazioni e i gruppi informali possono inviare in qualunque momento un progetto di patto di collaborazione alla mail: partecipazione@comune.milano.it. La proposta deve illustrare il progetto, e in particolare:
    •    identificare l’area interessata;
    •    presentare finalità e obiettivi concreti del progetto;
    •    indicare i soggetti partecipanti;
    •    presentare una programmazione di massima delle attività previste, indicando ruoli e compiti di ogni partecipante;
    •    indicare le risorse materiali necessarie, specificando quelle già disponibili e quelle richieste al Comune.

Al progetto di patto occorre allegare materiale utile all’identificazione dell’area, anche reperito sul web (immagini jpeg, Google Maps, Earth); copia della carta d’identità fronte retro o altro documento d’identificazione dei sottoscrittori in corso di validità; Statuto e atto costitutivo delle associazioni; moduli eventualmente necessari (vedere alla voce Modulistica nel link).

Le valutazioni in circa un mese
L’Ufficio Partecipazione inizia la valutazione della fattibilità del progetto assieme ai promotori, con gli uffici tecnici interni competenti e con il Municipio. Normalmente le verifiche ordinarie riguardano, secondo il caso: le condizioni ambientali, quali la presenza di contaminazioni ecologiche; la natura delle attività di animazione previste, per eventuali autorizzazioni; la presenza di sottoservizi; la compatibilità con la mobilità pedonale e veicolare, per il rilascio di eventuali autorizzazioni; la compatibilità con la sicurezza stradale; la disponibilità di servizi utili, come allacciamento idrico, elettrico, fognario; la necessità di strumenti e risorse da arrecare.
Queste attività richiedono di norma un mese di tempo salvo che, per superare le criticità emerse, non sia necessario apportare al progetto le opportune modifiche. (VV)

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