SEZIONE: AMBIENTE, ENERGIA
LAVORO

Professione Mobility Manager: come e perchè è fondamentale

4 Ottobre 2021
TEMI: MOBILITÀ
 

Riportiamo di seguito una rielaborazione dei contenuti di un interessante articolo apparso sulla newsletter PRATICA di LifeGate del 23 settembre 2021, dedicato alla nuova informativa sul mobility manager aziendale (in collaborazione con Fleet Magazine).
La riflessione prende le mosse dal fatto che l’11 maggio 2021 il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini hanno firmato il Decreto attuativo che prevede la nomina del Mobility manager aziendale e la redazione del Piano spostamenti casa-lavoro dei dipendenti. Nell’ultimo Decreto Rilancio del 13 maggio 2020, è stata prevista la nomina del responsabile della mobilità aziendale (mobility manager) da parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti.


Funzioni e procedura di nomina
Per mobility management si intende “una pratica che riguarda la promozione della mobilità sostenibile, nonché la gestione della domanda di trasporto privato mediante il cambiamento degli atteggiamenti e del comportamento degli utenti”. Di conseguenza, il mobility manager sarà la figura chiamata a organizzare, gestire e promuovere interventi finalizzati a ridurre l’impatto ambientale causato dagli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente. I compiti principali del Mobility manager sono:
 

  • Gestire la mobilità dei dipendenti e il graduale ritorno alla normalità a seguito dei forti cambiamenti generati dalla pandemia dalla Covid-19;
  • Favorire, attraverso misure strutturali, soluzioni di mobilità alternative all’uso individuale dell’auto privata (corporate car sharing, bike sharing, ecc);
  • Regolare l’utilizzo dello smart working, con l’ottica di evitare assembramenti (sia sulle strade, sia in sede) e contribuire ad abbassare l’impatto ambientale;
  • Redigere il Piano degli spostamenti casa-lavoro entro il 31 dicembre di ogni anno, analizzando con attenzione le esigenze di mobilità dei dipendenti e l’offerta di trasporto presente sul territorio.

 

Un compito da svolgere in stretta collaborazione con il Comune
Il mobility manager dovrà promuovere l’adozione di una cultura della mobilità in ottica sostenibile e contribuire a decongestionare il traffico, soprattutto nelle aree metropolitane più critiche. Lavorerà a stretto contatto con il mobility manager d’area, che si occuperà del supporto al Comune territorialmente competente presso il quale sarà nominato nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile, nonché nello svolgimento di attività di raccordo tra i mobility manager aziendali.
Una figura estremamente trasversale, dunque: deve possedere conoscenze che spaziano dalle tecniche di analisi statistica e ambientale a quella della comunicazione e del marketing, passando per la gestione logistica e dei trasporti. E poi la capacità di visione di insieme per indirizzare la mobility policy aziendale verso strategie di sostenibilità economica e ambientale e le capacità strategiche e di innovazione organizzativa e tecnologica utili per l’implementazione di nuove tegnologie nelle strategie di mobility management.
Attualmente non esiste un percorso accademico specifico per diventare mobility manager (quello che si avvicina maggiormente è la laurea in ingegneria gestionale), tuttavia diverse università ed enti privati hanno cominciato a organizzare corsi di specializzazione sul tema. (VV)

 

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