SEZIONE: CULTURA, TURISMO E TRADIZIONI LOCALI
ARTE

Cattedrale di Lodi, un futuro grazie ai privati?

30 Luglio 2020
 

Abbattuta definitivamente, tra le polemiche, a dicembre 2019, la Cattedrale Vegetale dell'artista Giuliano Mauri a Lodi potrebbe rinascere grazie ai privati. E diventare il simbolo di una città che torna alla vita dopo i mesi bui della pandemia. Ricostruiamo la vicenda.


L'allestimento e i primi problemi
La Cattedrale Vegetale di Lodi era l’opera di arte in natura più grande al mondo, realizzata per onorare la memoria di Giuliano Mauri, uno dei protagonisti della Land Art, scomparso nel 2009. L'opera, spettacolare nella sua imponenza, (occupava un’area di 1.618 metri quadrati ed era composta da 108 colonne di legno che circondavano altrettanti alberi di quercia) era diventata presto un simbolo, molto amato dai Lodigiani e visitato da migliaia di turisti. Ma, a dispetto dei 300mila euro serviti per realizzarla, ha evidenziato quasi subito diversi problemi: un fungo infatti ha determinato il crollo di circa 70 delle 108 colonne lignee. Poi ci si è messo il vento, a fare strage del resto. E il Comune ha deciso, per motivi di sicurezza, di eliminare le ultime 28 colonne che ospitavano al loro interno un germoglio di quercia.


L'ipotesi di una seconda versione
Oggi, grazie alle donazioni dei privati, si ipotizza la realizzione di una seconda versione, sempre in un terrapieno di fianco all’Adda. E l'idea è di farla diventare il simbolo della città di Lodi, fortemente colpita dall’emergenza Coronavirus. Tra i promotori di questa iniziativa c’è l’ex sindaco di Lodi, Andrea Cancellato, ex direttore della Triennale di Milano e guida di Federculture, convinto che questa soluzione potrebbe essere interessante anche per rilanciare il turismo in zona.
Nel frattempo, restano ancora in piedi invece le altre due cattedrali vegetali progettate da Mauri: la Cattedrale Vegetale di Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento) e quella del Parco delle Orobie (Bergamo). (VV)

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