SEZIONE: AMBIENTE, ENERGIA
Trasporti

Il futuro della mobilità in città si chiama sharing

29 Giugno 2020
 

Durante il periodo di confinamento e distanziamento per l’emergenza Coivid-19, la domanda di servizi di sharing mobility ha avuto un calo medio dell’80%. Domanda che con la fine del lockdown ha segnato una ripresa, come dimostra l’analisi condotta dall’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility su Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, che ha messo a confronto i valori del mese di maggio con quelli osservati a febbraio 2020.

A maggio bike sharing e monopattini in sharing sono tornati quasi ai livelli pre Covid-19, recuperando nell’arco di sole 4 settimane rispettivamente 60 e 70%. In recupero anche il car sharing, sebbene con percentuale minore (in media 30% in più a maggio). Tra le città che hanno recuperato più velocemente, spicca Palermo e al secondo posto Milano. La sharing mobility sta fungendo, quindi, da utile alleato del trasporto pubblico in una fase difficile. Infatti, a causa del distanziamento , bus, tram e metro viaggiano a capacità ridotta e cresce il ventaglio delle soluzioni alternative e sostenibili: pedonalità, bicicletta, scooter sharing, bike sharing, car sharing, monopattini.

 

L’indagine dell’Osservatorio, presentata in occasione della edizione della Conferenza nazionale sulla sharing mobility, ha analizzato anche l’opinione dei cittadini, intervistando oltre 12mila abitanti di Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, città dove sono presenti servizi di sharing mobility. Già durante il lockdown (Aprile) il 61% degli intervistati che utilizzavano abitualmente il car sharing prima dell’emergenza Covid, aveva dichiarato che era pronto a riutilizzarlo nella Fase 2. Percentuali ancora più alte per lo scooter sharing (66%) ed il bike sharing (69%). Al momento di esprimere su una scala di valori da 1 a 5 la sicurezza percepita delle diverse modalità di trasporto, il campione intervistato durante il lockdown premiava i mezzi in sharing, con un punteggio migliore  per il bikesharing (3,3) e il carsharing (2,6), relegando all’ultimo posto il trasporto pubblico (1,8). Dall’ indagine è emerso quindi che gli italiani non ritengono i servizi di sharing mobility pericolosi e i preferiti in questo momento sono i servizi leggeri con biciclette, scooter e monopattini.

(SM)

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