SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE - AMBIENTE, ENERGIA
SENTENZE

Danni da cinghiali, a pagare sono Regione e Province

1 Giugno 2020
 

Tommaso Cinquemani, autore di Agronotizie.it, ha evidenziato l'emissione di una sentenza, da parte del Tribunale di Taranto, che cambia radicalmente quanto fissato sinora in materia di danni alle coltivazioni da parte dei cinghiali. Un fenomeno che interessa anche la nostra Regione in cui, ha evidenziato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi "I cinghiali stanno distruggendo intere coltivazioni nelle zone pedemontane e non solo. Nel 2019 in Lombardia abbiamo contato 128 incidenti stradali causati dal cinghiale e la Regione ha rendicontato 600.000 euro di danni causati da questa specie all’agricoltura”. E proprio una regione, la Puglia, insieme con la Provincia di Taranto, è stata condannata a risarcire integralmente un agricoltore che aveva subito danni. Il Tribunale ha lasciato l'ottica di indennizzo per passare a quella di risarcimento e ha dato ragione ad una azienda di Castellaneta (TA) i cui uliveti e agrumeti erano stati pesantemente danneggiati da parte di cinghiali, fissando il risarcimento in circa 40mila euro. La sentenza evidenzia come "sia compito delle regioni vigilare e controllare la fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato. Questo obbligo era stato demandato in Puglia alle province, tenute alla predisposizione di piani faunistici venatori, attraverso i quali perseguire obiettivi di individuazione e stabilizzazione della densità faunistica ottimale per territorio. Ma il giudice ha constatato come gli enti territoriali non avessero messo in campo nessuna strategia di contenimento né alcuna iniziativa amministrativa in materia, nonostante il relativo onere".
 

Più fauna selvatica durante il lockdown
“Il lockdown ha favorito la proliferazione della fauna selvatica. Per questo abbiamo ritenuto necessario modificare la legge per concedere la caccia di selezione al cinghiale durante tutto l'anno anche con visore notturno”, ha evidenziato Rolfi. “Una possibilità concessa dalla normativa nazionale che vogliamo sfruttare per tutelare al meglio le aziende agricole e le comunità locali che stanno subendo i danni relativi alla presenza di questo animale. Attendiamo intanto da Roma, dal ministro dell’Agricoltura in primis, risposte e non solo passerelle su un tema – ha concluso Rolfi - sul quale la politica nazionale non ha il coraggio di prendere responsabilità". In crescita gli abbattimenti. nella stagione venatoria 2019/2020 in Lombardia sono stati abbattuti 9.200 cinghiali, ben 1.827 in più rispetto alla stagione precedente. (VV)


 

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