SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA' - WELFARE E POLITICHE GIOVANILI - TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
PA SOCIAL DAY

PA, social ed emergenza: la comunicazione al tempo del Covid-19

22 Maggio 2020
 

Grande successo per l'edizione 2020 di PA SOCIAL DAY, la maratona dedicata alla comunicazione e informazione digitale che quest'anno ha avuto il patrocinio di Strategie Amministrative e di Anci Lombardia. L’evento ha coinvolto quest'anno, in contemporanea, 18 città: Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Cava dè Tirreni, Cosenza, Firenze, Genova, Lanciano, Milano, Monfalcone, Padova, Palermo, Perugia, Roma, Rovereto, Torino, in un format interamente online. La Lombardia è stata protagonista, in particolare, del Tavolo Salute, tema più che mai di attualità viste le tante sfide affrontate dalla Pubblica Amministrazione per l'emergenza Covid-19. Marzia Sandroni, coordinatore dell'incontro tematico, lo ha introdotto riconoscendo a PA Social il ruolo svolto in un momento così complesso: "Nella gestione del momento di grande incertezza conseguente allo scoppio dell'epidemia di CoronaVirus, dovunque fossimo, da Nord a Sud, abbiamo sempre avuto una certezza: la rete di strumenti, di idee e di persone di PA Social è sempre stato presente, con un contributo determinante". 
A intervenire, sul tema della salute al tempo del digitale coordinati da Francesco Di Costanzo sono stati Marieva Favoino, responsabile comunicazione e social media manager del Comune di Desio, Roberta Mochi, capo ufficio stampa e social media manager ASL Roma, Vanna Toninelli, responsabile comunicazione Asst Papa Giovanni XXIII Bergamo, Francesco Alleva, portavoce del sindaco di Bergamo Giorgio Gori.


Marieva Favoino, responsabile comunicazione e Social Media Manager del Comune di Desio, ha raccontato dell'impegno per creare valore pubblico con la messa in rete di tutti gli attori del territorio. "Dobbiamo creare forme di welfare urbano, è un nostro dovere come Comuni. Il Governo locale, come facilitatore delle forme di cittadinanza attiva è fondamentale. Per noi, comunicare non è stato solo esercitare il controllo sulla diffusione delle fake news, ma anche creare anche delle mappature - per esempio su chi fornisce servizi di consegna a domicilio. E ascoltare i cittadini laddove comunicano, intercettandone esigenze e bisogni". Il digitale, insomma, come strumento abilitante a due vie: da e verso l'amministrazione.
Francesco Alleva, portavoce del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, è interfenuto con un contributo video, evidenziando quanto i social e gli strumenti di comunicazione diretta con i cittadini  - da Telegram a Facebook - si siano rivelati fondamentali per informare sulle modalità di gestione dell'emergenza e sui servizi che il Comune è stato comunque in grado di garantire. "Uno strumento irrinunciabile, cresciuto esponenzialmente in queste settimane, che abbiamo mantenuto vivo nonostante il Municipio in prima persona sia stato fortemente colpito dall'emergenza: oltre 430 le persone attive in smart working, altre 150 quelle che hanno dovuto entrare in quarantena o mettersi in malattia, alcuni in ospedale". Due, in particolare, i progetti citati da Alleva: "Bergamo Aiuta: vademecum con le azioni messe in campo dal Comune, prima in forma di pdf in modo che potesse essere condiviso sulle chat come Telegram o Whatsapp, poi diventato sito dove sono state raccolte tutte le informazioni su cosa era possibile fare durante il lockdown. E BergamoxBergamo punto di riferimento per la rete di volontari che si è attivata in questa emergenza per le consegne a domicilio di farmaci, della spesa e di molte altre attività a supporto della cittadinanza".
A parlare per Vanna Toninelli, responsabile Comunicazione Asst Papa Giovanni XXIII Bergamo, è innanzitutto un dato: se nel 2019 l’ospedale di Bergamo ha raggiunto sulla sua pagina Facebook 10mila follower, oggi questi sono più che raddoppiati superando i 23mila. "Noi non abbiamo avuto il tempo di elaborare strategie. Ci siamo trovati inseguiti da uno tsunami e la nostra unica preoccupazione è stata tenere la testa fuori dall'acqua". E quel che è successo è stato, non solo che i cittadini cercassero in rete notizie affidabili, ma che usassero gli strumenti digitali per esprimerci vicinanza. I social hanno funzionato come ufficio stampa: noi non abbiamo fatto entrare le telecamere nella struttura, fintanto che non ci siamo resi conto che all'esterno non stava passando esattamente il concetto di cosa stava accadendo qui. I social in questo senso hanno giocato un ruolo di amplificazione enorme e ci hanno aiutato a chiedere aiuto, in particolare per le raccolte fondi e per la richiesta di personale".  (VV)

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