SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA'
SOLIDARIETA'

Da Fondazione Cariplo un crowfunding contro la povertà alimentare

14 Aprile 2020
 

Si arricchisce di un'arma in più, tutta al digitale, il sistema di contrasto alla povertà alimentare targato Food Policy e QuBì - programma lanciato da Fondazione Cariplo tre anni fa per contrastare la povertà minorile a Milano. Si tratta di una campagna di crowdfunding per coinvolgere la città verso i bisogni di chi è in difficoltà, lanciata sulla piattaforma web For Funding di Intesa Sanpaolo. La campagna di crowdfunding si chiama "MilanoperMilano: aggiungi un pasto a tavola” e punta a portare aiuti attivando le reti del web a supporto delle reti sociali che ogni giorno operano sul territorio. Chiunque può partecipare alla raccolta fondi attraverso il sito ufficiale o donando su milanopermilano.it/dona.
Alla base di questo nuovo progetto, la collaborazione tra tutte le organizzazioni coinvolte: “Non sarebbe possibile raggiungere oltre 4.000 nuclei famigliari che corrispondo ad oltre 15.000 persone, non ci sarebbero quasi 600 organizzazioni coinvolte nel contrasto alla povertà in città, non sarebbe stato possibile nelle ultime settimane attivare 8 hub di quartiere e distribuire oltre 30 tonnellate di cibo alla settimana per chi ha bisogno, se fin dall’inizio, quando tre anni fa Fondazione Cariplo ha lanciato questa sfida, non ci fosse stata una visione tenacemente orientata a promuovere alleanze con altri soggetti e altre istituzioni e a promuovere la connessione in rete di tutti gli attori che sono generosamente e attivamente impegnati sul territorio. Oggi questa visione alla base del Programma QuBì mette a disposizione della città un’organizzazione di fatto il cui valore va molto al di là delle risorse che sono state investite”, ha detto Giovanni Fosti - Presidente di Fondazione Cariplo.


La richiesta di aiuti alimentari cresce di continuo
Mentre Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas Ambrosiana, ricorda: "Nelle ultime 6 settimane abbiamo assistito a un aumento del 50% delle richieste di aiuti alimentari. Solo nei nostri empori, già oggi assistiamo il 25% di famiglie in più. Sono persone che hanno perso il lavoro in seguito al lockdown e trovandosi ai margini del mercato del lavoro sono senza tutela o hanno tutele insufficienti. Come avevamo paventato, dentro l’emergenza sanitaria è esplosa una crisi sociale che purtroppo avrà lunghi strascichi. Per farvi fronte abbiamo bisogno di un patto cittadino tra tutti gli enti che a vario titolo possono dare il loro contributo”. (VV)

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