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Leonardo, “nobile milanese”

28 Maggio 2019
 

Il 2 maggio 1519 moriva ad Amboise, in Francia, Leonardo da Vinci. Artista, scienziato, inventore, non si sbaglia affatto se lo si descrivere come fra i più grandi, se non il più grande genio della storia. Altro non v’è da aggiungere alle numerose parole che in questi e nei prossimi mesi verranno spese per celebrare i 500 anni dalla sua scomparsa. In queste pagine vorremmo sommariamente raccontare Leonardo e la Lombardia.

 

 

Che il nostro sia lombardo d’adozione lo testimonia in primis il registro della chiesa di Saint Florentin ad Amboise che, riferendosi a Leonardo, lo definisce, tra l’altro, “nobile milanese”. Sono però le opere lasciate a Milano e in altri Comuni lombardi, le testimonianze e i riferimenti del suo passaggio che mostrano la conoscenza della nostra regione.

 


Partiamo dal luogo che vide per molto tempo la presenza del genio vinciano, Milano. Qui Leonardo arrivò una prima volta nel 1482 e vi rimase fino al 1499 alla corte di Ludovico il Moro. Vi ritornò

nel 1508 fino al 1513, intervallando il soggiorno milanese con alcuni viaggi. Le tracce milanesi oggi tangibili e più note sono il Cenacolo, i lavori nel Castello Sforzesco, il Codice Atlantico custodito nella Pinacoteca Ambrosiana, le chiuse sui navigli.


Il Cenacolo che si trova nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie è, con la Gioconda, l’opera pittorica più famosa di Leonardo. Datata fra il 1495 e 1498, è stata oggetto di molti restauri ed è dal 1980 patrimonio dell’umanità. Nel Castello Sforzesco si può ammirare l’arte pittorica di Leonardo nella sala delle Asse, dove giganteggia nella volta un grande affresco. L’opera, che risale al 1498, rappresenta un pergolato formato dai rami fioriti di sedici alberi i cui rami intrecciati formano l’emblema vinciano del nodo che forma un cerchio che inscrive una doppia croce.

Nella biblioteca Trivulziana del Castello si trova poi il Codice Trivulziano. Un altro famoso codice, il Codice Atlantico, si trova alla Pinacoteca ambrosiana. Il Codice è la più vasta raccolta al mondo di disegni e scritti autografi di Leonardo da Vinci composta da 1119 fogli che spaziano tra i temi più disparati: da schizzi e disegni preparatori per opere pittoriche a ricerche di matematica, astronomia e ottica, da meditazioni filosofiche a favole e ricette gastronomiche, fino a progetti

di marchingegni. Di queste macchine si possono ammirare i modellini al Museo della scienza e della tecnologia intitolato proprio a Leonardo. Nel Codice vi è anche un appunto sulle cascate dell'Acquafraggia, in provincia di Sondrio, che Leonardo vide passando per la valle di Chiavenna.

 


Leonardo non progettò i navigli di Milano, ma li studiò a fondo e realizzò alcune chiuse che ancora oggi si possono ammirare, come la chiusa dell’Incoronata nel quartiere Brera.

Gli studi di Leonardo, incaricato da Ludovico il Moro, erano diretti a verificare la possibilità di navigare da Milano a Como. Ciò portò Leonardo a conoscere il fiume Adda e i suoi territori.

Leonardo visse a Vaprio, lungo il fiume Adda, ospite di Francesco Melzi d'Eril e frequentò spesso il tratto di fiume che va da Paderno a Trezzo. A quanto pare questa zona ispirò alcuni sfondi di molte sue opere tra cui “La vergine delle Rocce”. Qui per altro Leonardo progettò anche ingegnose opere idrauliche come chiuse, conche e canali. Oggi in questo territorio si estende l'Ecomuseo Adda, dove è possibile navigare, da Imbersago a Villa d'Adda, su un traghetto a trazione manuale capace di sfruttare le correnti. Il traghetto è stato costruito basandosi su disegni di Leonardo.

 


Le tracce di Leonardo si trovano anche in provincia di Pavia, in particolare a Vigevano. Qui progettò, per il Castello sforzesco, le Scuderie ducali, la strada coperta e quella sopraelevata.

Nel Castello trova posto il museo Leonardiana, un'istituzione interattiva che propone un viaggio attraverso la vita e le opere del genio toscano. Sempre a Vigevano la piazza Ducale ricorda i disegni di Leonardo sulla città ideale e il Mulino di Mora Bassa dell'Est Sesia, dimora quattrocentesca e luogo degli incontri tra Ludovico il Moro e Cecilia Gallerani (la Dama con l'Ermellino), ospita oggi
una mostra permanente sulle macchine di Leonardo.

 


Il genio di Vinci visitò anche Mantova, dove fu ospite di Isabella d'Este, che gli commissionò un ritratto, mai eseguito, ma di cui è conservato al Museo del Louvre un cartone.

Molti dunque i luoghi lombardi dove Leonardo ha lasciato traccia del suo passaggio o che vengono legati indirettamente al Maestro, come Palazzo Carmagnola a Milano, che ospita la Casa dei Comuni, dove il vinciano ha soggiornato, ospite di Cecilia Gallerani, e dove la meridiana presente in cortile è attribuita proprio a lui.

 

(SM, da Strategie Amministrative. aprile 2019)

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