SEZIONE: WELFARE E POLITICHE GIOVANILI
INIZIATIVE

L'ambulatorio è gratis con il contributo dei primari in pensione

19 Febbraio 2018
 

Arriva da Borgomanero (No) una bella storia di solidarietà e assistenza, raccontata da Redattore Sociale: un gruppo di 23 primari in pensione si è messo a disposizione di chi è in difficoltà economiche, in un ambulatorio la cui fruizione è totalmente gratuita. Affiancati da psicologi e infermieri, tutti volontari Auser, i primari lavorano con apparecchiature acquistate grazie alle donazioni di privati e hanno visitato oltre mille persone l'anno. Un numero impressionante, che non dovrebbe però sorprendere, alla luce del fatto che gli italiani costretti a rinunciare alle prestazioni sanitarie per motivi economici sono 12 milioni secondo un recente studio del Censis, un milione 200 mila in più rispetto all’anno precedente.


Come funziona il poliambulatorio solidale
Nel poliambulatorio totalmente gratuito l’attesa per una visita è solo di pochi giorni e sono diciassette le specialità mediche offerte, dalla cardiologia all’ortopedia, dalla pediatria, alla medicina interna, neurologia, dermatologia, otorinolaringoiatra. Si praticano anche ecografie ed ecodoppler, Ecg holter. Nel 2017 è partito anche un ambulatorio odontoiatrico diffuso che fornire prestazioni ambulatoriali odontoiatriche a favore di cittadini in difficoltà, su segnalazione dei servizi sociali del territorio.

Le polemiche e le opportunità
L'iniziativa solidale, per quanto lodevole, ha suscitato forti polemiche in particolare sui social, dove molti utenti hanno rilevato che "di fatto, i pensionati che lavorano gratis tolgono l'opportunità di lavorare ai giovani medici", mentre altri si sono chiesti perchè "non è lo Stato a provvedere alle esigenze di chi non ha accesso alle cure" e altri ancora hanno fatto notare che "in questo modo si risolve un problema che sarebbe di competenza pubblica", rilevando anche che - se la strada è quella dell'assistenza gratuita e volontaria - allora non si dovrebbe precludere a chi non è pensionato la possibilità di attivare un percorso simile.
Tuttavia, l'apertura di strutture come quella di Borgomanero potrebbe essere incentivata e persino supportata dai Comuni - e in Lombardia ce ne sono molti - in cui si registra una mancanza cronica di medici di base, che sta creando sempre più problemi agli abitanti di almeno 220 comuni.
Regione Lombardia, il 24 gennaio, ha firmato un accordo integrativo con i sindacati che prevede incentivi economici e supporto a trovare uno studio per i medici che accettano località poco “appetibili”; incarichi provvisori in attesa dei bandi anche in zone non critiche ma disagiate o popolate da anziani costretti a spostarsi per il dottore; la possibilità per le Ats di sbloccare in anticipo l’autolimitazione del massimale di 1.500 pazienti e di chiedere deroghe fino a duemila. In attesa del nuovo accordo nazionale, che potrebbe aprire alle guardie mediche che sono oltre 1.600 in Lombardia. (VV)

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