SEZIONE: TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
L'Esperto

Le Città digitali: Governance

4 Gennaio 2017
 

di Stefano Manini – Esperto ReteComuni, ANCI Lombardia

 

Siamo in un tempo in cui le regole, le norme e gli organismi di controllo sono guardati con sospetto perché troppo spesso hanno rappresentato un limite all'iniziativa e al cambiamento più che uno strumento abilitante. Nel caso delle Città digitali si rischia, al contrario, di assistere a un proliferare di soluzioni verticali 'Smart' ma isolate e quindi poco utili in un contesto nel quale la condivisione delle informazioni e l'utilizzo di standard in campo tecnico e informatico sembra essere fondamentale. Dal punto di vista tecnico occorre mettere a disposizione delle imprese regole chiare, se non addirittura infrastrutture aperte (Smart Urban Infrastructure), per facilitare la diffusione di soluzioni innovative per la città.
 

Il caso dello sviluppo dell' IoT è emblematico. Per realizzare un nuovo servizio per i cittadini occorrono in linea di massima quattro moduli:

- i sensori (end-points);

- una rete di comunicazione (gateway, concentratori, ecc.);

- un server per la raccolta e gestione dei dati (cloud back-end);

- un’applicazione per l'utente (mobile o meno).
 

I sensori sono prodotti da svariate ditte ma devono essere compatibili con le schede programmabili di trasmissione dei dati e quindi si stanno sviluppando diversi ecosistemi che condividono protocolli, linguaggi ed eventualmente infrastrutture Cloud appositamente predisposte.

La rete di comunicazione richiede investimenti e deve dare garanzie di assoluta sicurezza. Oltre alle reti proprietarie, come ad esempio SigFox, ecco entrare in gioco anche le nostre Multiutilities che sono già presenti sul territorio e possono più facilmente estendere i loro servizi anche a questo nuovo settore. A2A SmartCity, insieme al Comune di Milano, stanno già sperimentando in questo senso.
 

Ma anche la raccolta dei dati 'grezzi' e il loro consolidamento in banche dati gestibili e analizzabili potrebbe essere organizzato da un Servizio Pubblico. Esistono poi piattaforme IoT offerte dai maggiori operatori Cloud, come per esempio Azure di Microsoft o AWS-IOT di Amazon Web Services, che possono essere utilizzate anche per fare dei prototipi. Vanno benissimo dal punto di vista tecnologico ma poi occorre gestire a livello di Ente locale una politica per la condivisione dei dati al servizio più generale della città.

Le applicazioni per l'utente finale devono poi essere semplici e coinvolgenti, ma ormai questa è la parte più sviluppata del sistema, dove è facile trovare aziende specializzate molto competitive.
 

Resta il tema della riorganizzazione delle attività svolte dal Comune. Se per esempio vengono raccolti dati sulla sicurezza sarà più facile sapere dove si svolge un crimine o un’infrazione, dove si trova una bicicletta rubata, dove è stato compiuto un atto vandalico, ma a questo punto occorre definire procedure organizzative per gestire questi eventi e capire chi deve intervenire e come. Avere tante informazioni dalla città obbligherà molti Servizi a ripensare come ottimizzare le risorse per gestire al meglio questa grande opportunità.

 

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