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INNOVAZIONE

Smart City: per Anci, Città e operatori è fondamentale costruire "comunità intelligenti"

24 Novembre 2016
 

"Quando si parla di Smart City dobbiamo parlare di Smart Community, al fine di unire su territori vasti servizi e uffici, anche nelle valli e nella pianura. Per l'Unione Europea la coesione territoriale è un elemento di forte attrattiva, pertanto se non riusciremo a far diventare attrattivi e smart i territori, questi saranno destinati allo spopolamento". Con questo intervento Pier Attilio Superti, Segretario generale di Anci Lombardia, ha sollecitato la numerosa platea intervenuta questa mattina per assistere al seminario "Smart City e Senseable City: tecnologie, partecipazione e governance" ospitato dalla Casa dei Comuni.
Superti, proseguendo nella sua riflessione, ha ricordato come la nostra "è una regione con 10 milioni abitanti e 1500 comuni, che potremmo definire il settimo stato europeo". Osservando il quadro continentale, inoltre, è evidente come "non è vero che abbiamo più Comuni di altri Paesi, né in termini assoluti né per quanto riguarda la popolazione" ha continuato il segretario generale, dichiarando che "semmai il problema sta in frammentazione che oggi caratterizza l'amministrazione e la gestione dello Stato", ecco dunque l'importanza fondamentale delle politiche associate e del "mettere al centro della nostra azione una governance smart". (cliccando sui nomi dei relatori evidenziati potete accedere all'intervista sul canale Youtube di AnciLab)

Le potenzialità delle città "sensibili"
L'evento promosso da RisorseComuni si è mosso a partire dalla constatazione che "ormai le nostre città sono piene di sensori e di oggetti connessi in rete che comunicano tra di loro. Noi stessi, con i nostri smartphone e non solo, produciamo ogni giorno una grande quantità di dati, sia in modo consapevole che inconsapevole. Le città diventano pertanto sensibili, 'senseable', e la grande mole di informazioni che vengono raccolte ogni giorno permette di migliorare i servizi esistenti e di immaginarne di nuovi". Ha sostenuto Stefano Manini, esperto di Ancilab sulle tematiche smart. Con esempi pratici riferiti alla quotidianità urbana, Manini ha dimostrato come "la disponibilità di questi dati rappresenta una grande opportunità per i nostri amministratori locali che possono comprendere meglio i problemi e le esigenze legate a tematiche quali la sicurezza, la mobilità urbana, la gestione dei servizi a rete e la tutela dell’ambiente".
Come rispondono le città a queste suggestioni? Sembra molto bene secondo il parere di Claudio Russo del Politecnico di Milano, per il quale "i due terzi dei Comuni italiani con più di 20 mila abitanti hanno attivato progetti smart, che coinvolgono 42milioni di cittadini che vvono nelle aree urbane e i 22 milioni di abitanti nelle Città metropolitane, che sono i luoghi principe per lo sviluppo delle Smart city". Il ricercatore del Politecnico ha inoltre evidenziato l'importanza dei "programmi sulle Smart community, sui quali Anci Lombardia sta lavorando anche con il progetto ReteComuni". 

I progetti locali
Passando agli esempi pratici, Carlo Abbà, Assessore alle attività produttive del Comune di Monza, ha evidenziato come per la sua città l'idea di realizzare progetti smart "è un punto di partenza per operare sulla rigenerazione urbana, intesa sia come rigenerazione delle aree cittadine, che come rigenerazione sociale. Solo su questa questa base si possono sviluppare tecnologie per rendere la città migliore".
Un'iniziativa  per creare un "sistema integrato che andrà a creare un business model replicabile nelle 100 città europee partner del progetto" è stata presentata da Susanna Molteni del Comune di Milano, che ha illustrato il modello Light House per le smart Cities: un sistema che permette di "raccogliere dati su varie misure e da analizzare in una piattaforma urbana che li restituisce ai cittadini per utilizzare al meglio la città".
Da Milano si passa a Pegognaga, "un Comune di 7200 abitanti, con 400 aziende e 40 dipendenti" come ha precisato il Sindaco Dimitri Melli, dove "nel 2010 abbiamo iniziato un'avventura basata sulla possibilità di portare la fibra ottica in ogni casa e in ogni azienda. Un'operazione a costo zero per noi e che garantisce costi zero per prossimi 10 anni. Abbiamo inoltre dato il via al progetto Città su misura, ma ciò che mi preme sottolineare è che la  programmazione deve essere considerata nella visione complessiva dell'intera città, in base alle risorse e alle esigenze reali".
Esperienze ma soprattutto soluzioni sono state presentate dai relatori provenienti dal mondo delle imprese. Carlo Mannu, Business development di Robert Bosch, ha posto in evidenza la costruzione di un ecosistema "internet of things" al servizio della città. Per Dante Antognoni, responsabile business di Telepass, è opportuno passare dalla smart city al concetto di smart country, allargando i confini dunque ad aree geografiche più in linea con le modifiche alla governance del territorio. La costruzione di un'infrastruttura per i servizi di smart city può partire dallo smart lighting, come ha dimostrato Davide Bassetto, Ceo di A.P. Systems. 
 

Finanziare le smart cities
Un tema certo importante nella costruzione di una smart city. Oltre alle soluzioni adottate dai Comuni di Milano e Pegognaga, il mondo delle imprese ha presentato esperienze e percorsi interessanti. L'efficientamento energetico è un primo passo, per esempio, che porta a risparmi investibili nella costruzione della città intelligente, oltre a rientrare nei parametri che individuano la città smart. In tale contesto, come ha spiegato Giorgio Pucci, presidente di Enerqos, le Esco giocano un ruolo significativo nello sviluppo dell'innovazione. Il caso di Cascina Merlata, ovvero della riprogettazione di una zona di Milano, è stato lo spunto per comprendere il passaggio da smart city a smart district, come ha illustrato Eugenio Kannés, direttore generale di EuroMilano. La conservazione del ricco patrimonio artistico italiano è importante sotto molti punti di vista in un progetto smart, dalla qualità della vita all'economia del turismo. Oggi, come ha spiegato Samuele Sanvito, responsabile del business development a Milano di Urbanvision, è possibile finanziare con la pubblicità il restauro dei monumenti che arricchiscono i centri storici e non solo dei nostri Comuni.


La Governance dell'innovazione
Paolo Testa, Direttore di Cittalia e Responsabile Osservatorio nazionale Smart City ha quindi considerato le competenze di cui hanno bisogno i Comuni per affrontare l'innovazione, partendo dall'osservazione che "la prima grande necessità è quella di avere la capacità di immaginare e costruire un futuro", per poi fare un elenco di priorità da affrontare: la visione strategica sui big data, l'analisi integrata dei dati, la mappatura soggetti attivi in città, la costruzione di una visione condivisa della città futura, il co-design dei progetti, la ricerca di finanziamenti nella logica del blended founding e la gestione del cambiamento.
L'importanza di un disegno organico del progetto di realizzazione di una Smart City è stato sottolineato anche dall'Assessore all’innovazione e alla semplificazione del Comune di Bergamo, Giacomo Angeloni, per il quale "è fondamentale definire una mission chiara da parte dell'Amministrazione pubblica, e a Bergamo il nostro primo grande impegno è stato quello di non dare una delega sulle Smart City ma quello di creare un assessorato ad hoc.Dobbiamo pensare a come organizzare i servizi tra 20 anni e capire cosa è necessario fare, perchè abbiamo 100mila abitanti e registriamo 300mila accessi al servizio anagrafe in un anno, come possiamo pensare di avere solo lo sportello per un servizio simile?"
Per Alessandro Russo, Presidente di Cap Holding, è invece "necessario non utilizzare format predefiniti nella progettazione della Smart City, ma si capire quale tecnologia è applicabile sul territorio per sviluppare una smartland", rflessione a cui è seguito il commento di Gerardo Paloschi, Direttore generale di Linea Com, per il quale "le città smart arriveranno, ma non si può prescindere da una visione innovativa e globale per governare i processi". (LS e SM)

 

 

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