SEZIONE: ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONISMO E RIFORME
partecipazione civica

Un nuovo rapporto tra istituzione e cittadini

25 Ottobre 2016
 

Una piazza, un campetto di calcio in periferia, la legalità, le pagine del Comune sui social network sono “beni, materiali, immateriali e digitali, che i cittadini e l’Amministrazione, anche attraverso procedure partecipative e deliberative, riconoscono essere funzionali al benessere individuale e collettivo”. Questa la definizione che si ritrova nei regolamenti che disciplinano la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione in forma condivisa dei beni comuni urbani.
Di questi regolamenti si è parlato nel convegno Milano città condivisa – Prendersi cura dei beni comuni per costruire comunità e liberare energie, organizzato dal Laboratorio per la sussidiarietà (Labsus) centro ricerche sul tema del principio di sussidiarietà, e Fondazione Cariplo. “Il regolamento” ha detto il presidente di Labsus, Gregorio Arena, “è uno strumento indispensabile per consentire la liberazione delle tante energie nascoste nelle nostre comunità. Il regolamento è in sintonia con un grande e profondo cambiamento culturale che sta appunto nell’attivarsi autonomo di persone che non si sentono né si comportano come supplenti che rimediano a inefficienze dell’amministrazione pubblica, bensì come cittadini che si riappropriano di ciò che è loro. Perciò lo fanno con entusiasmo, allegramente, approfittando dell’occasione per stare insieme con gli amici ed i vicini di casa, con quel gusto tutto italiano per la convivialità che è una delle nostre caratteristiche migliori. E tutto questo non soltanto dà un contributo fondamentale alla rinascita del nostro Paese, ma è bellissimo in sé. Prendersi cura dei beni comuni, inoltre, migliora la qualità sia del bene sia della vita”

I Sindaci

“L’amministrazione condivisa dei beni comuni è un tema interessante ed entusiasmante” ha detto il Presidente di Anci Lombardia, Roberto Scanagatti, Sindaco di Monza, evidenziando come i cittadini siano pronti in molti casi a prendersi cura dei beni comuni, “come dimostra quanto successo nel nostro Comune con le Pulizie di primavera, iniziativa nata nel 2013 con la partecipazione di 1200 cittadini arrivati oggi a essere più di 4000. Il regolamento, che Monza ha adottato, è uno strumento utile non solo per dare un senso alla partecipazione, ma anche per ricostruire il rapporto tra istituzione e cittadino. Va sottolineato che i cittadini che si prendono cura dei beni comuni  non sono un alibi o una sostituzione dei doveri dell’amministrazione, ma, parafrasando Kennedy, rispondono al motto ‘non chiedetevi cosa possa fare il Comune per voi, ma cosa potete fare voi per il Comune’. Anci Lombardia vuole seguire con molta attenzione queste esperienze e costituire un coordinamento dei Comuni che hanno adottato il regolamento”.

Durante il convegno hanno portato la loro testimonianza anche altri Sindaci: Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Massimo Depaoli, Sindaco di Pavia, Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo e Siria Trezzi, Sindaco di Cinisello Balsamo.

Il Sindaco Sala ha sottolineato, nel suo intervento, come la partecipazione civica sia “un elemento fondamentale per lo svecchiamento della politica. Il civismo a fianco del Comune non è solo importante, ma è anche un modello forte grazie ai cittadini, all’amministrazione e alle nuove strade che apre. È necessario” ha aggiunto il Sindaco Sala, “migliorare la comunicazione di queste iniziative, coinvolgendo i cittadini, i municipi, le aziende partecipate, potenziare la digitalizzazione e i social network, utilizzare anche altri strumenti come il bilancio partecipato da cui possono nascere le indicazioni per la partecipazione civica. Soprattutto” ha concluso il Sindaco di Milano, “è necessario semplificare i permessi per le iniziative di partecipazione civica”.

Il Sindaco Depaoli ha evidenziato un tema ripreso in gran parte da tutti  i relatori, ovvero i limiti amministrativi. “Si lavora spesso per compartimenti stagni che rendono a volte difficile avviare un’attività da parte dei cittadini, non sempre avvezzi alla macchina amministrativa. Per questo a Pavia abbiamo istituito un gruppo di lavoro intersettoriale guidato dal segretario generale, affinché si possa dare supporto in tempi rapidi ai cittadini attivi”. Anche per il Sindaco di Pavia è opportuno correlare il regolamento ad altri strumenti, come il bilancio partecipato e la rivilitazzazione dei comitati di quartiere.

Nella stessa direzione si muove in sostanza Bergamo che, fra l’altro, ha detto il Sindaco Gori “ha istituito reti sociali di quartiere, ovvero tavoli che riuniscono associazioni e rappresentanze diverse, dal comitato dei genitori alla polisportiva, dall’oratori ai volontari tout court. I comitati sono l’elemento di raccordo tra amministrazione e cittadini, sia per segnalare le iniziative da intraprendere sia per risolvere in via autonoma i problemi della zona. In supporto alle reti abbiamo istituito la figura dell’operatore di quartiere. Sono 7, ognuno dei quali di occupa di tre quartieri, che al momento sono 22 sui 23 individuati. Quello che manca si riferisce al centro storico su cui si possono concentrare azioni delle altre reti sociali”. Il Comune di Bergamo, ha ricordato il Sindaco, ha attivato due regolamenti di condivisione. Il primo è lo stesso che hanno adottato gli altri Comuni. L’altro riguarda i cittadini che si aprono al volontariato civico e trovano  nel Comune l’”associazione” di riferimento.

Per Siria Trezzi, Sindaco di Cinisello Balsamo e vice presidente di Anci Lombardia, l’adozione del regolamento, “che nel nostro Comune si è adottato dopo un lungo percorso di dibattito e confronto, è un passo verso un cambio di visione nel modo di gestire i beni comuni, non più appaltati dai cittadini all’amministrazione, ma partecipati dai cittadini stessi. È importante tuttavia mantenere vivo questo strumento, aggiornarlo, pena l’obsolescenza”.

(SM)

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