SEZIONE: AMBIENTE, ENERGIA
EMERGENZA SMOG

Protocollo aria: cosa cambia e come aderire

24 Ottobre 2016
 

"Dare ai sindaci strumenti omogenei e semplificati e rendere più semplice anche la vita per i cittadini". Nasce con questo obiettivo il Protocollo Aria siglato a Palazzo Lombardia, lunedi 24 ottobre 2016 alla presenza del Presidente Roberto Maroni, del presidente di Anci Lombardia Roberto Scanagatti, dell'assessore Terzi, di Bruno Simini presidente di Arpa. Un provvedimento "particolarmente innovativo per i nostri cittadini e le amministrazioni, elaborato grazie alla collaborazione di Anci e Arpa, che ha come scopo primario intervenire nei periodi di protratto superamento dei limiti previsti dalle normative europee, migliorando la vita e la salute delle città e dei cittadini", ha spiegato l'assessore Terzi. Che ha anche voluto commentare le misure introdotte, in qualche caso significativamente "di rottura" rispetto a quanto fissato sinora: "Il nostro è un invito alla cittadinanza a usare il riscaldamento a legna in maniera responsabile, limitando l'uso dei mezzi meno performanti. E anche a muoversi in modo dolce e consapevole, per generare riflessi positivi su tutta la collettività". Concorda il sindaco di Pavia, Massimo De Paoli, tra i promotori più attivi delle riflessioni e dei confronti sull'emergenza smog: "Vogliamo abituare i cittadini a muoversi e consumare in modo più consapevole. Non ho la certezza che funzionerà, ma sono convinto che non esista esempio migliore della condivisione di intenti e obiettivi tra i Comuni".

 

Quando entra in gioco
Si tratta di un protocollo di collaborazione e quindi di un insieme di misure ad adesione volontaria da parte dei Comuni, tenuti a predisporre l'ordinanza all'inizio della stagione termica; non sostituisce il precedente Piano Aria, che resta valido nella sua interezza, ma entra in gioco in due casi specifici con misure temporanee:

- 1 livello: dopo 7 gg di superamento di 50 mg/mcubo di PM10

- 2 livello: dopo 7 gg di superamento di 70 mg/mcubo di PM10
 

A certificare la necessità di attivare queste misure sarà chiamata Arpa; per conoscere se nel proprio comune è attivo il protocollo, invece, sul sito della Regione e su quello di Anci Lombardia ci sarà una dettagliata cartina, con tutti i comuni censiti e un semaforo verde nel caso in cui non ci si deve preoccupare, sino al rosso con i livelli di allarme raggiunti.
 

Scanagatti: “Misure concrete per affrontare emergenze smog. I Comuni possono contare su punti di riferimento condivisi”
“Firmiamo oggi con Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e Arpa, un Protocollo dal quale derivano misure concrete per affrontare le gravi emergenze smog che dovessero riproporsi come è avvenuto lo scorso inverno. Per ottenere uno stabile miglioramento della qualità dell’aria è comunque necessario che tutte le istituzioni, nessuna esclusa, proseguano con decisione nell’opera di progettazione, ampliamento e realizzazione delle infrastrutture di trasporto pubblico locale”, commenta Roberto Scanagatti.
“Il documento – prosegue Scanagatti - vede la luce dopo quasi un anno di attività da parte del tavolo di lavoro costituito da amministratori e funzionari comunali, rappresentanti della Regione, delle Aree vaste e della Città Metropolitana, rappresentanti delle diverse realtà coinvolte dalla materia ed esperti del settore, riunitosi a partire dagli ultimi giorni del 2015, quando la Lombardia e l’intera zona padana erano interessate da un persistente alto livello di inquinamento atmosferico, che aveva superato il limite massimo di presenza di PM10 nell’aria. Come Anci Lombardia ci faremo promotori di questa iniziativa presso i Comuni che, confidiamo, vorranno aderire con responsabilità alla proposta che oggi abbiamo sottoscritto, assicurando, come hanno fatto in questi mesi, l’attenzione a uno dei problemi che maggiormente preoccupano i cittadini”.

Il protocollo individua delle misure concrete e uguali per tutti i territori omogenei. Le azioni programmate riguardano, tra l’altro, la limitazione dell’utilizzo dei veicoli maggiormente inquinanti; il regolamento del riscaldamento alimentato con la legna; le combustioni all’aperto e la limitazione della temperatura interna alle abitazioni e degli esercizi commerciali.
Scanagatti ha continuato osservando che, “come abbiamo ribadito in altre occasioni, Regione Lombardia avrebbe potuto assumere un ruolo più incisivo, mediante un'assunzione diretta di responsabilità. Come nel passato infatti, avrebbe potuto emanare misure prescrittive e quindi obbligatorie per tutti. In questo modo invece l'adesione al protocollo sarà del tutto volontaria, con la conseguenza che ai cittadini non sarà garantito che su tutto il territorio omogeneo vi saranno medesime condizioni di gestione nell'emergenza. A parte questo ci sembra comunque importante poter dare indicazioni chiare ai Comuni, che ora possono contare su alcuni punti di riferimento condivisi da seguire ed evitare di affrontare l'emergenza smog in ordine sparso come accaduto lo scorso anno”.

 

Misure di primo livello

- Estensione limitazioni veicoli fino a Euro 2 diesel a sabato, domenica e festivi; stop a euro 3 diesel (auto da 9 a 17 e commerciali da 7.30 a 9.30)

- Divieto utilizzo (in maniera uniforme e coordinata) di generatori calore domestico alimentati a pellet non 3 o 4 stelle

- Divieto assoluto combustioni all'aperto

- Limite 19 gradi con tolleranza due gradi nei negozi

- Divieto per le attività agricole di spargere liquami zootecnici

- Tariffe agevolate da predisporre per TPL

- Rispetto llimite circolazione veicolare

 

Misure di secondo livello

- estensione delle limitazioni per le autovetture private Euro 3 diesel tra 7.30-19.30 e per i commerciali 7.30-9.30 e 18.00-19,30

- divieto utilizzo generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle


"Sono soddisfatto della firma di questo protocollo", ha commentato il presidente Maroni. "Ma restano ancora due cose importanti da fare: innanzitutto, rinnovo l'appello al Governo perchè fissi incentivi per la sostituzione del parco mezzi obsoleto, sia per i privati, sia per il trasporto pubblico locale (come ha fatto, per esempio, per la Regione Campania). E poi intendo portare all'attenzione della Commissione Europea - e per questo chiedo la collaborazione di Anci - la situazione assolutamente peculiare del nostro territorio padano, perchè non sia sempre necessario intervenire con provvedimenti di carattere emergenziale".

 

(Valeria Volponi)

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