SEZIONE: CULTURA, TURISMO E TRADIZIONI LOCALI

Dossier casa - Quando l'artista ridisegna la città

10 Novembre 2008
 
“Ciò che caratterizza il nostro lavoro è l’osmosi fra il sistema dell’arte e la società. L’arte diventa processo articolando esperienze nello spazio pubblico”.Si presenta così Gennaro Castellano, artista che nel 2004 con Antonella Annecchiarico ha fondato l’associazione Reporting System di cui è direttore artistico. L’associazione negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sulla città e il territorio metropolitano e le dinamiche sociali e culturali che li riguardano. “Si opera in ambito di arte contemporanea e, allo stesso tempo, si nutre il progetto di argomenti che intrecciano la società, la politica e l’economia” confida Gennaro. Le sue parole descrivono un nuovo concetto di città, vista “come insieme organico composto di un corpo e di un’anima. Per corpo intendiamo la struttura urbanistica allargata al territorio circostante e l’insieme degli elementi architettonici pubblici e privati, per anima tutto l’universo di azioni e relazioni che in essa si svolgono. Ogni città è la rappresentazione della somma delle strategie amministrative che si sono succedute nel corso del tempo e della cura che la sua società gli ha rivolto. Il corpo e l’ anima della città dicono molto su chi l’ha abitata così come la forma esteriore e l’atmosfera che si percepisce. Le mie considerazione rendono quindi ogni singolo cittadino che abbia o meno responsabilità pubbliche protagonista del carattere della città in cui vive. Spesso infatti si sente dire che la città è lo specchio della società. Personalmente credo che l’arte debba avere l’ambizione di sollecitare il senso critico della gente e la sua capacità di reazione e ne deduco che non possa e non debba tirarsi indietro nello sviluppo di questo emblematico cantiere”. Recentemente Reporting System ha realizzato un progetto chiamato Diari in attesa che descrive la nuova geografia urbana di un quartiere di Milano in fase di trasformazione. Per comprendere come l’intervento artistico possa trovare spazio nelle attività di ripensamento e riprogettazione di una città abbiamo rivolto alcune domande a Gennaro.
Diari in attesa è uno dei tanti progetti che Reporting System ha attivato nel corso degli anni per studiare le trasformazioni della città contemporanea e del tessuto urbano, ce lo puoi spiegare? Da dove è nato in particolare l’interesse per Milano?
 Diari in attesa è un progetto di public art incentrato sulle nuove geografie urbane che risponde alla domanda sul ruolo che può svolgere oggi l’arte nella costruzione della città del futuro. Siamo partiti dall’apertura dei cantieri del progetto urbanistico Porta Nuova che dopo anni di tentativimancati, disciplina l’area Garibaldi-Isola- Varesine inMilano. Un’area strategica sia per la posizione nel cuore della città che per la complessità del suo tessuto sociale, un’intervento importante che riconfigurerà completamente il volto del suo centro storico e lo skyline generale.
Nel tuo lavoro parli dell’esigenza di ri-progettare un quartiere partendo dalle relazioni che in esso si vivono, cosa significa?
Sinteticamente penso che fare urban planning oggi significhi tener continuamente presente che i singoli interventi, di qualunque dimensione essi siano, vadano pensati in funzione dell’interesse complessivo del territorio proiettato nel futuro. A questo scopo è impensabile lasciare le scelte operative esclusivamente nelle mani dei soggetti privati. È evidente che c’è bisogno di una governance pubblica che orienti le scelte nella direzione di interessi diffusi e lungimiranti e di un dialogo non solo di facciata con chi abita le aree in questione. La sociologa urbana Marianella Sclavi, per esempio, ritiene che bisogna affrontare i grandi progetti di trasformazione urbana con un approccio di co-indagine e progettazione partecipata, che metta in rete gli interessati: cittadini, amministratori, costruttori, progettisti e crei le condizioni di ascolto reciproco permettendo così di ampliare le opportunità di scelta. Massimo Simonetta, esperto di pianificazione e gestione dei servizi locali sostiene che le grandi e radicali trasformazioni urbanistiche moderne che si verificano in aree metropolitane già urbanizzate si caratterizzano per una debole integrazione e forza contrattuale del tessuto sociale ivi insediato nel caso in cui esso non esprima soggetti con forte valenza economica e la conseguenza di questa situazione è che questo tessuto sociale preesistente è valutato come vincolo progettuale piuttosto che come partner. Due assunti che invitano a riflettere sull’importanza di un approccio partecipato che può e deve diventare volano di sviluppo nell’interesse collettivo.
Quale può essere il contributo che l’arte può dare alla generazione di una nuova urbanizzazione?
In questa delicata operazione di bilanciamento di interessi pubblici e privati l’arte può giocare un ruolo determinante come del resto già avviene in quei paesi con un consolidato sistema democratico. Naturalmente questo presuppone una maturità di tutte le parti in causa, nel senso che, così come non è opportuno arrogarsi il diritto di decidere unilateralmente, non si può imporre un diritto di veto. La città è un organismo in continuo movimento e il nuovo, specie se affrontato con criteri di sostenibilità, non rappresenterà un elemento destabilizzante, ma un vero e proprio motore di sviluppo. Gabi Scardi, esperta di arte pubblica, fa alcune precisazioni importanti, evidenziando che il carattere del luogo non è legato solo all’aspetto fisico, architettonico, ma anche alla qualità sociale, relazionale, al senso di appartenenza e di cittadinanza, alla sua dimensione sensibile. Il ruolo dell’arte è quindi importante poichè si insinua tra le pieghe di ciò che si vede e fa emergere altro, come un sensore può portare alla luce istanze ed urgenze locali, in modo che queste possano poi diventare oggetto di riflessione e di ragionamento”
Nel volume intervengono molti personaggi che hanno un ruolo chiave nelle vicende legate al progetto Porta Nuova oppure nella gestione di progetti di studio della città e della cosa pubblica, con quali obiettivi li hai coinvolti?
Abbiamo ritenuto opportuno creare una piattaforma di dibattito ove far convergere e registrare i punti di vista e le testimonianze dei diretti interessati al progetto Porta Nuova e di accreditati opinion leader per fornire un terreno mobile in cui sia ancora possibile mediare e ripensare alcune scelte di interesse collettivo, mi riferisco a una serie di servizi per il cittadino che possono ancora trovare spazio negli interstizi di un progetto già definito. In questo caso la posizione che ci è sembrata più propria era quella di provare a sospendere il giudizio e, nel contempo, accogliere una pluralità di punti di vista: i residenti storici del quartiere, i gestori di attività che hanno investito nell’area in questione, i rappresentanti di realtà associative, i costruttori, i progettisti, gli amministratori oltre che alcuni opinion leader invitati ad esprimere un punto di vista tecnico e culturale.
Il libro utilizza una forma di comunicazione inusuale per un saggio: il fumetto. Come hai pensato a questo strumento? Quale è il suo valore aggiunto?
Ci eravamo proposti di realizzare uno strumento di lettura che facilitasse la comprensione della trasformazione in corso. La forma che abbiamo deciso di dargli è stata appunto quella della graphic novel, un racconto in cui si intrecciano scene dal quotidiano, memorie, opinioni senza però rinunciare a fornire informazioni più dettagliate, infatti la pubblicazione contiene una sezione dedicata ad alcune interviste selezionate in funzione del grado di responsabilità che gli autori hanno assunto in questa vicenda o per essere l’argomento del loro lavoro. E comunque per rispondere alla domanda sul valore aggiunto concludo dicendo che abbiamo ritenuto il fumetto, strumento duttile e moderno per eccellenza, il veicolo più idoneo per trattare una tematica complessa e per una diffusione più ampia. Ed è questa scelta apparentemente estraniante uno degli elementi che a mio avviso fa di questa operazione un progetto di arte contemporanea.
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