Regione Lombardia, con l'Ordinanza 484/2026, ha stabilito delle misure per rafforzare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, al fine di contrastare gli effetti delle elevate temperature e delle ondate di calore che caratterizzano sempre più frequentemente la stagione estiva, fenomeni che possono provocare stress termico, colpi di calore e conseguenze anche gravi per la salute dei lavoratori.
Il provvedimento, in particolare, dispone, dal 10 giugno al 23 settembre 2026, il divieto di svolgere attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole, tra le ore 12.30 e le 16.00, nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, nei giorni in cui il sistema Worklimate segnali un livello di rischio ‘Alto’ per i lavoratori esposti al sole impegnati in attività fisica intensa.
Illustrando i contenuti dell'Ordinanza, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha considerato che "l’obiettivo è molto chiaro: proteggere la salute delle persone che lavorano all’aperto e che, nelle giornate più critiche, sono esposte a rischi elevati per effetto delle temperature estreme. La sicurezza sul lavoro rappresenta una priorità assoluta e richiede interventi concreti, basati sulle evidenze scientifiche e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali".
Il documento è il risultato di un percorso di confronto coordinato dall’Assessorato al Welfare attraverso il Dipartimento di Prevenzione, che nei mesi scorsi ha promosso attività di monitoraggio, indirizzo e prevenzione sul rischio da stress da calore, anche attraverso i Piani Mirati di Prevenzione dedicati ai comparti dell’edilizia e dell’agricoltura.
Tra le novità del provvedimento vi è la raccomandazione rivolta ai Comuni affinché valutino, in presenza di particolari condizioni climatiche, deroghe temporanee ai regolamenti in materia di contenimento delle emissioni acustiche per consentire lo svolgimento delle attività lavorative nelle ore più fresche della giornata.