Riapre al pubblico il sacello dell'Eremo di S. Caterina del Sasso, nel pomeriggio di tutti i venerdì del mese di febbraio a partire dal 6 febbraio (ore 14.30). L’iniziativa rientra tra quelle finanziate dal progetto Varese Cultura 2030, di cui è capofila la Provincia di Varese, ente proprietario dell’Eremo.
Il progetto Varese Cultura 2030, presentato a giugno 2025 e promosso dalla Provincia di Varese in qualità di ente capofila con il sostegno di Fondazione Cariplo, intende promuovere lo sviluppo sostenibile del sistema culturale locale. Partner del progetto sono realtà culturali e istituzionali tra cui Università degli Studi dell’Insubria, i Comuni di Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Varese, il Museo Arte Gallarate (Ma.Ga), Archeologistics e Associazione Abbonamento Musei.
L’Eremo rientra tra i poli culturali che il progetto intende valorizzare e su cui sta lavorando Archeologistics, che si occupa dell’apertura al pubblico con percorsi guidati che permetteranno di entrare nel piccolo edificio sacro, dove in questi giorni hanno preso il via i progetti di ricerca destinati ad accrescere la conoscenza dei frammenti di affreschi conservati al suo interno ed attualmente datati al XIII secolo.
Il percorso di visita comprenderà la storia dell'eremita dal cui esempio nacque la comunità monastica, la visione ravvicinata degli affreschi ad oggi datati al XIII secolo e di quelli seicenteschi, l'historieta e i rilievi documentali della vita dell'Eremo.
Archeologistics segnala che il percorso è possibile solo in alcuni momenti, per garantire la tutela degli spazi, e comporta alcune limitazioni: sono previsti piccoli gruppi composti da un massimo di 12 persone per volta, mentre l’ingresso nel sacello vero e proprio si svolgerà con 2 persone a turno. Inoltre “per le sue caratteristiche architettoniche, il sacello non è accessibile a persone in carrozzina, ma che la visita guidata è comunque possibile e la visione degli affreschi sarà garantita da riproduzioni digitali di alta qualità fruibili negli spazi immediatamente esterni al sacello”.
Informazioni e prenotazioni della visita sulla pagina dedicata di Archeologistics.
(SM)