I beni confiscati alla criminalità, quando diventano “strumenti di riscatto civile, di impresa sociale, di diffusione della cultura” rendono tangibili “i valori che la Costituzione pone a base della nostra convivenza”.
Queste parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembrano descrivere con molta concretezza l’esperienza del Comune di Arese, impegnato a dare una nuova funzione a un appartamento confiscato e oggi parte del patrimonio indisponibile dell’Ente, che, a seguito di approvazione del progetto in Consiglio Comunale, si trasformerà in un alloggio a prezzo calmierato per tre insegnanti affidatari di una cattedra ad Arese e che faticano a trovare una casa o una stanza a un costo sostenibile.
L’originale progetto si è reso possibile grazie al lavoro congiunto di tutta la macchina comunale e, in particolare, di due assessorati: quello ai servizi sociali e istruzione e quello all’edilizia pubblica e alla legalità.
Per conoscere i dettagli dell’iniziativa abbiamo incontrato chi è stato coinvolto, a cominciare da Martina Spadaro, Assessora alla Legalità e all’Edilizia, che ha evidenziato come “l’appartamento presentava alcuni abusi edilizi da sanare e richiedeva anche lavori di ristrutturazione”. Una volta fatti i necessari interventi, “abbiamo visto che un’idea di utilizzo poteva essere quella di dare alloggio a prezzo calmierato agli insegnanti che hanno necessità di spostarsi per lavorare presso l’istituto a cui sono stati assegnati”.
Si doveva a questo punto pensare a come realizzare l’intuizione, anche per renderla economicamente sostenibile, e Spadaro evidenzia che “è stato facile pensare alla società in house del Comune: Azienda Speciale Aresina – ASA- , che si occuperà della gestione amministrativa del bene e dovrà redigere un bando per la disponibilità di queste stanze che saranno date in concessione.
A queste considerazioni sono seguite le parole dell’Assessora al welfare e alle politiche educative Raffaella Crocetta, che ha fatto notare come nel Comune “c’è molta richiesta di abitazioni, perché Arese sta rincorrendo la vicina Milano sul caro affitti. È quindi evidente la domanda che emerge. Ecco perché il lavoro di squadra è stato importante, dato che dal confronto nascono idee e soluzioni. Proprio queste soluzioni sono state trovate anche grazie al lavoro di Stella Berton, responsabile del settore servizi sociali, istruzione e cultura. Per ora la comunicazione è stata fatta in modo informale, appena il bando sarà messo a punto (a fine luglio, ndr) sarà pubblicato. Il nostro obiettivo è quello di evitare che ci siano insegnanti che devono rinunciare alla cattedra perché non hanno trovato una soluzione abitativa”.
Tenendo conto che il progetto entrerà a regime da fine luglio, sono stati relativamente brevi i tempi per la sua realizzazione, visto che ha preso il via a fine 2019 e ha subito alcuni ritardi negli anni della pandemia.
Per Lorenzo Florian, funzionario amministrativo che ha seguito le varie fasi progettuali, è stato importante il supporto dello “Sportello Beni Confiscati di Anci Lombardia, visto che in Comune non conoscevamo bene una materia così complessa, che coinvolge diversi enti e temi e poiché non sempre è facile interpretare la normativa e declinarla sul progetto. Lo Sportello è uno strumento di valore da considerare”.
Chiamata in causa, Paola Pastorino, esperta dello Sportello Beni Confiscati di Anci Lombardia, osserva che “quanto è accaduto in questo Comune è abbastanza unico, perché non è facile costruire un team coeso che, al di là delle competenze, si unisce per riuscire a realizzare qualcosa di concreto”.
Il lavoro di gruppo e condiviso è, infatti, uno dei grandi risultati realizzati ad Arese, come evidenzia l’Assessora Spadaro, per la quale il buon risultato “è frutto del lavoro di squadra, poiché tutti abbiamo capito che il bene stava diventando una risorsa e non un peso. Non bastava però disporre dell’appartamento, ma serviva un’idea che fosse sostenibile.
In conclusione, l’Assessora Crocetta rilancia l’impegno di Arese sul tema, affermando che “l’idea del Comune è quella di costruire dei percorsi di sensibilizzazione sulla legalità per cittadini, associazioni e imprese, perché anche questo è un modo per lavorare per la comunità.”
Lauro Sangaletti