Sono le diseguaglianze che caratterizzano le città e il mondo contemporaneo le protagoniste della 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano, che anima gli spazi di viale Alemagna fino al prossimo novembre (per tutto agosto l'ingresso sarà gratuito) presentando un percorso che, a partire dal titolo Inequalities, pone il visitatore di fronte alle contraddizioni del quotidiano e scontato vivere urbano, diviso tra difficoltà e disagi, mancanze e precarietà, bisogno di abitazioni e abbandoni dello spazio pubblico, dove le differenze crescono e i cittadini non trovano punti di contatto, in uno spazio che esacerba le distanze e sembra contribuire all’aumento dei senza fissa dimora.
Come abbiamo raccontato nell'ultimo numero di Strategie Amministrative (disponibile QUI) sono notevoli i numeri che descrivono l’Esposizione: 28 curatori e curatrici coinvolti che hanno chiamato a Milano 341 autori e autrici provenienti da 73 paesi, per un totale di 7.500 mq di allestimenti, divisi in 8 mostre che si sviluppano su due piani del Palazzo dell’Arte.
Tra le diverse proposte, una di particolare impatto è Cities: la mostra curata da Nina Bassoli che vuole rappresentare un atlante di luoghi, temi e progetti provenienti dall’intero pianeta, e che pone in primo piano il ruolo della città e delle diseguaglianze che le caratterizzano, provando a considerare quale ruolo l’urbanistica e l’architettura possono avere per ristabilire un equilibrio tra abitanti, città e opportunità. Per la curatrice, le città, “da luoghi di possibilità, dove le distanze si accorciano e gli squilibri si riducono grazie al dialogo e all’interazione tra le diversità”, sono diventate “anche i contesti in cui le disuguaglianze crescono più rapidamente e in modo sempre più evidente”.
Tanti i casi presi in considerazione: da Roma a Scampia, dal Sudamerica alla Scandinavia, e in questa carrellata trovano spazio intuizioni che possono suggerire nuove concezioni dello spazio e delle politiche abitative, come accade con le Plugin House: abitazioni modulari molto semplici che, tra i diversi utilizzi, negli Stati Uniti e in Cina sono state utilizzate per fornire ospitalità a lavoratori privi di fissa dimora. Le proposte in mostra evidenziano anche la necessità del recupero degli spazi e pongono l’accento sulle effettive possibilità dei cittadini di poter disporre di un’abitazione, e qui entra in gioco una realtà come HouseEurope!: l'iniziativa dei cittadini europei per promuovere nuove leggi UE che rendano le ristrutturazioni e le trasformazioni più facili, accessibili e sociali.