L'utilizzo della toponomastica cittadina come leva culturale e politica per la costruzione di una comunità più equa, inclusiva e consapevole. Partendo da queste considerazioni l’Amministrazione Comunale di Crema riafferma il proprio impegno intitolando spazi pubblici a donne che hanno segnato la storia locale, nazionale e internazionale, così come a simboli dell’accoglienza e della solidarietà, "una scelta precisa, profondamente coerente con la visione di città che l’attuale Amministrazione sta portando avanti da anni".
L’iniziativa del Comune di Crema di intitolare nuove aree pubbliche a figure femminili di spicco si inserisce all’interno della campagna nazionale “8 marzo: tre donne, tre strade”, promossa dall’Associazione Toponomastica Femminile con il patrocinio di ANCI. Dal 2012, questa iniziativa chiede ai Comuni italiani di intitolare tre luoghi pubblici a tre donne: una di rilevanza locale, una nazionale e una internazionale. L’obiettivo è chiaro: ridurre il profondo squilibrio di genere che ancora caratterizza la toponomastica nazionale, restituendo dignità e visibilità alle tante donne che hanno contribuito alla crescita civile, sociale e culturale, e modificando l'immaginario collettivo rispetto al ruolo avuto dalle donne nello scrivere la storia.
A Crema, l’adesione al progetto non è una novità, ma un impegno costante dell’Amministrazione negli ultimi anni. La Giunta comunale ha quindi aderito anche nel marzo scorso a questa campagna nazionale di sensibilizzazione sul tema della toponomastica femminile deliberando lunedì 14 luglio le seguenti intitolazioni:
1) la Ciclopedonale Crema-Campagnola alle Donne Staffette Partigiane, figure centrali della Resistenza, simbolo di coraggio, libertà e partecipazione civile che hanno rischiato e perso la vita per la libertà di tutti. L’intitolazione è stata richiesta di FIAB Cremasco e ANPI Sezione di Crema in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione.
2) il Parco compreso tra la Gronda Nord e via Milano a Fernanda Wittgens, prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera, critica e storica dell'arte, museologa, ricordata per aver messo in salvo dai bombardamenti e dalle razzie naziste le opere di Brera, del Museo Poldi Pezzoli e della Quadreria dell'Ospedale Maggiore, ma anche per il suo forte impegno civile. E’ stata insignita dell'onorificenza di “Giusta tra le Nazioni” per avere aiutato ebrei, ma anche antifascisti e perseguitati di ogni tipo, a trovare rifugio all’estero durante la Seconda Guerra Mondiale, anche a rischio della propria vita, venendo per questo arrestata e condannata a quattro anni di prigione.
3) la Ciclopedonale parallela alla Gronda Nord a Virginia Woolf, scrittrice, saggista, critica ed editrice, che è stata una delle voci più influenti e moderne della letteratura del Novecento e una femminista attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i sessi.
Come sottolineato dall’Assessora alle Pari Opportunità, Emanuela Nichetti:
“La toponomastica non è un dettaglio urbanistico, ma uno specchio del sistema di valori di una comunità. Dedicare aree di circolazione e spazi a figure femminili riducendo il gap di genere nelle intitolazioni di luoghi pubblici significa non solo riconoscere il ruolo che le donne hanno avuto — e continuano ad avere — nella storia dell’umanità, ma anche compiere un atto di giustizia storica e sociale, contribuendo a una maggiore equità nella memoria collettiva e dando un messaggio forte alle nuove generazioni. Consapevole dell’importanza di intervenire anche sui simboli per dare valore e visibilità pubblica all'agito femminile, la Giunta, nell’ambito del Progetto di Toponomastica femminile ha trasformato negli ultimi anni la parte del quartiere di San Carlo tra via Milano e la Gronda Nord in una zona interamente intitolata a donne, rendendola un esempio virtuoso e consolidato di questa politica di valorizzazione. Dopo il parco dedicato alle Madri Costituenti, si è proceduto infatti alle intitolazioni ad Hannah Arendt, Luigina Cadregari, Fernanda Wittgens e Virginia Woolf, per non dimenticare nella stessa zona il parchetto oltre via Milano, intitolato a Mahsa Amini”.
Alla volontà di colmare il gender gap nella toponomastica si affianca un altro fronte altrettanto rilevante: quello della promozione di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà con due le nuove intitolazioni simbolicamente potenti deliberate dalla Giunta comunale.
Il parco di Via Lago Gerundo diventerà “Parco 3 ottobre”, in memoria delle vittime dell’immigrazione, e del naufragio al largo delle coste di Lampedusa, che causò la morte di 368 migranti. Per questo il Senato italiano ha individuato nel 3 ottobre una data simbolica per celebrare la Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione.
Il Parco della Vita di via Viviani sarà invece intitolato a don Agostino Cantoni, nel centenario dalla nascita. Don Agostino, figura carismatica della comunità cremasca e protagonista di un impegno instancabile in favore degli ultimi, è stato sacerdote, docente, educatore e importante punto di riferimento per le persone con disabilità.