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Innovazione

Verso l’European Digital Identity Wallet: ruolo PA e benefici per cittadini e imprese

7 Ottobre 2025
 

Pubblichiamo l’articolo "Verso l’European Digital Identity Wallet passando per l’IT-Wallet: il ruolo della PA ed i benefici per cittadini ed imprese" di Leucio Maturo.

Il testo analizza l’evoluzione dell’identità digitale in Europa e in Italia, delineando il percorso che conduce all’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet), un portafoglio digitale unico e sicuro con cui cittadini e imprese potranno accedere ai servizi pubblici e privati in tutta l’Unione europea.
L’iniziativa nasce dal regolamento eIDAS (UE) 910/2014, che ha introdotto un quadro comune per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari, ma che ha mostrato limiti nella frammentazione dei sistemi nazionali. Il successivo aggiornamento, noto come eIDAS 2.0, punta a superare tali criticità con l’introduzione del Wallet europeo, strumento che permetterà di conservare e condividere attestazioni elettroniche (documenti d’identità, titoli di studio, licenze, certificazioni) in modo selettivo e sicuro, anche offline, garantendo piena tutela della privacy.

L’EUDI Wallet rappresenta una svolta strategica per la semplificazione amministrativa e l’affermazione del principio del “once only”: cittadini e imprese dovranno fornire i propri dati alla PA una sola volta, consentendo il riuso controllato delle informazioni. Il nuovo quadro normativo europeo – in sinergia con il Digital Services Act e la Dichiarazione sui diritti e i principi digitali del 2022 – mira a creare un ambiente digitale affidabile, sicuro e interoperabile.

In Italia, il progetto prende forma attraverso l’IT-Wallet, una sperimentazione avviata nel 2024 grazie alla collaborazione tra PagoPA, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il percorso, sostenuto da amministrazioni centrali e regionali, prevede l’integrazione progressiva di attestazioni già digitalizzate (patente, tessera sanitaria, tessera di disabilità), seguite da ulteriori certificazioni come ISEE e titoli di studio. Entro dicembre 2025 si punta a completare l’interoperabilità con i gateway regionali, avviando poi una fase operativa in cui ogni ente potrà agire come Relying Party o Issuer di credenziali.
Il Wallet non è soltanto uno strumento di autenticazione, ma una cassaforte digitale personale, che unisce sicurezza, facilità d’uso e pieno controllo da parte dell’utente. Garantisce firme elettroniche qualificate, protezione crittografica delle credenziali e verifica dell’identità anche offline, in conformità con gli standard europei di sicurezza (Trusted Lists).

La data del novembre 2026 segnerà l’obbligo per ogni Stato membro di rendere disponibile almeno un Wallet conforme all’eIDAS 2.0. Per l’Italia, rispettare questa scadenza significa consolidare la fiducia dei cittadini, migliorare l’accesso ai servizi digitali e rafforzare la competitività delle imprese nel mercato unico europeo. Un eventuale ritardo comporterebbe invece rischi normativi e reputazionali, rallentando il percorso di trasformazione digitale.

In conclusione, il Wallet europeo rappresenta una nuova frontiera per l’identità digitale, in cui sicurezza, interoperabilità e centralità del cittadino convergono verso un modello di governance digitale più efficiente, trasparente e inclusivo.

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