SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE
Piccoli Comuni

I Borghi più belli d’Italia, un valore per l’economia italiana

24 Aprile 2024
 

Presentato da Deloitte lo studio, commissionato dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia, “L’impatto economico e occupazionale del turismo e la digitalizzazione nei Borghi più belli d’Italia”.

Alcuni numeri dello studio ci dicono che, nel 2022, i Borghi hanno accolto quasi 9 milioni di visitatori, di cui il 37% internazionali, contribuito al Pil del Paese con 5 miliardi di euro e una spesa complessiva di 13,8 miliardi grazie al turismo indotto.
 

Presentando lo studio, Marco Vulpiani, Partner e Responsabile dell’area Valuation, Modeling & Economic Advisory di Deloitte ha detto: “Valorizzare il potenziale dei borghi italiani significa non solo preservare il nostro patrimonio storico, paesaggistico, artistico e culturale, ma anche contribuire a una crescita sostenibile e inclusiva del sistema Paese. Adottando misure che favoriscano la digitalizzazione dei nostri borghi e ne contrastino lo spopolamento, si può generare valore condiviso con il territorio in termini economici, occupazionali e sociali”.
 

Ha aggiunto Fiorello Primi, Presidente dell’Associazione “I Borghi più belli d’Italia”; “L’Associazione dei Borghi più belli d’Italia è impegnata fortemente nel favorire lo sviluppo di attività di valorizzazione e promozione delle ricchezze enogastronomiche, storiche, artistiche e paesaggistiche dei borghi, con l’obiettivo di creare nuove occasioni di lavoro per i giovani e di contrastare il fenomeno dello spopolamento”.
 

L’economia dei Borghi


Secondo l’analisi di Deloitte i visitatori complessivi dei Borghi sono stati nel 2022 oltre 8,8 milioni, per un totale di circa 21,5 milioni di pernottamenti. Circa il 37% di questi visitatori sono internazionali, mentre circa il 32% sono visitatori giornalieri.

La spesa diretta in Italia derivante dalle presenze turistiche indotte dai Borghi nel 2022 è stimata in circa 4,6 miliardi di euro. A fronte di tale spesa diretta, si stimano oltre 9 miliardi di euro di ulteriore spesa indiretta e indotta, per un totale di circa 13,8 miliardi di euro di spesa complessiva generata in Italia.

Si stima inoltre che il turismo indotto dai Borghi abbia sostenuto nel 2022 circa 91.400 occupati in Italia, e abbia avuto un importante effetto positivo sulle entrate fiscali a livello nazionale, pari a più di 2,3 miliardi di euro, di cui circa 1 miliardo di euro di Iva.

I settori maggiormente impattati dal contributo al Pil sono alloggio e ristorazione, commercio e trasporti, beneficiando del 60% dell’impatto totale. In totale si stima che l’impatto economico generato dal turismo indotto dai Borghi nel 2022 sia equivalente a circa lo 0,3% del Pil italiano.


Trentino-Alto Adige, Toscana, Liguria, Marche e Lombardia sono le regioni che hanno ricevuto più visitatori. Le aree in cui il contributo economico come percentuale del Pil risulta maggiore sono il Centro e Nord-est, con circa lo 0,4% del Pil, seguite dalle Isole, con oltre lo 0,3% del Pil.

 

Rischio spopolamento

 

A fronte dell’impatto economico e sociale evidenziato, i Borghi sono però caratterizzati da un accentuato fenomeno di spopolamento, molto maggiore rispetto alla media dei Comuni italiani.

In particolare, i Comuni presenti nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”, secondo l’Istat, presentano una popolazione media pari a circa la metà di quella dei Comuni italiani nel complesso. Nel periodo 2011-2021 si è registrata una riduzione media della popolazione residente nei Borghi pari al -4,2%, a fronte di una riduzione della popolazione residente a livello nazionale pari a 0,7% nello stesso periodo.

Si prevede che tale fenomeno si accentuerà nel periodo 2020-2030, con una variazione del -4,4% nei Borghi e pari a -2,8% in media sul complesso dei comuni italiani. Così la popolazione residente nei Borghi più belli d’Italia nel 2030 sarà pari a circa 1.285.000 persone.

Digitalizzazione e smart-working le leve di rilancio
 

Dalle analisi condotte da Deloitte, emerge che l’evoluzione storica della copertura della Banda Ultra-Larga nei Borghi più Belli d’Italia è in forte crescita negli ultimi anni, sia considerando i comuni che le unità immobiliari coperte. A oggi il 63,9% dei Borghi gode di una copertura “Fiber to the Home” (FTTH), una percentuale molto rilevante, se si considera che solo nel 2019 questa arrivava solo al 2,2%. Solo con un tale sviluppo infrastrutturale, infatti, sarà possibile ridurre il gap di mercato e creare condizioni di sviluppo economico e sociale attrattive per i lavoratori.


Un dato molto incoraggiante è quello della crescita del numero di lavoratori che soggiornano nei borghi in modalità smart-working dopo la pandemia Covid-19. Infatti, secondo una ricerca di Svimez, il 41,5% dei lavoratori sarebbe disposto a trasferirsi in un luogo più isolato a contatto con la natura ed il 34,5% in un piccolo centro abitato.

Si tratta di un fenomeno da osservare in parallelo al livello di digitalizzazione medio delle imprese, che nel 2022 ha registrato un miglioramento: secondo i dati Istat le aziende con un livello «Alto» o «Molto alto» hanno raggiunto circa il 32% nel Nord-Ovest e il 29% nel Nord-Est. Nel Centro e nel Mezzogiorno, la percentuale, seppure in aumento, resta a un livello più basso (23%).

(SM)

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