SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE
Demografia

Polis Lombardia analizza i Comuni a rischio di spopolamento

16 Febbraio 2024
 

Un working paper di Polis Lombardia ha analizzato, sulla base di dati Istat, il rischio di spopolamento dei Comuni Lombardi nei prossimi dieci anni.

 

Il documento prende in considerazione 5 indicatori utili alla lettura del rischio: densità abitativa, tasso di crescita naturale, tasso migratorio totale, indice di vecchiaia, quota % di popolazione in età attiva.
 

“Il fenomeno dello spopolamento demografico, nel prossimo decennio” ci dice il lavoro di Polis, “coinvolgerà soprattutto Comuni delle aree montane della regione, dell’Oltrepò Pavese e della bassa fascia padana e sono 265 i Comuni lombardi ad alto rischio di spopolamento, pari al 18% del totale”.
 

Caratteristiche dei Comuni ad alto rischio
 

I 265 Comuni classificati nella fascia ad alto rischio di spopolamento sono Comuni a bassa densità demografica (64 abitanti per km quadrato rispetto ai 418 medi lombardi), in cui nello scorso decennio si è registrato un tasso di crescita naturale medio annuo (nati-morti) fortemente negativo (pari a -11 per 1.000) e un tasso migratorio medio annuo (immigrati-emigrati), seppur positivo, per nulla in grado di compensare la contrazione naturale in quanto pari solo a un +1 ogni 1.000 abitanti.
 

Anche la composizione per età desta allarme: l’indice di vecchiaia medio dell’ultimo decennio fa registrare una presenza di 346 anziani (65+enni) ogni 100 giovani (0-14enni) rispetto ad un dato medio regionale al 168%, mentre per quel che concerne la popolazione in età lavorativamente attiva si tratta, nei comuni ad alto rischio di spopolamento, di 60 adulti ogni 100 residenti rispetto ad un dato medio lombardo al 64%.
 

Dal 2002 a oggi la popolazione residente si è ridotta, in questi Comuni, complessivamente di quasi 11 punti percentuali.
 

La provincia di Pavia presenta la maggiore concentrazione di Comuni ad alto rischio (79 comuni pari al 43% dei comuni della provincia), seguita dalla provincia di Cremona (31 comuni pari al 27% dei comuni cremonesi) e da quelle di Mantova e Sondrio (rispettivamente 16 e 19 comuni pari al 25% dei comuni dalle relative province).
 

Diverse le cause principali. Il problema della provincia di Pavia è legato alla scarsa natalità e al progressivo invecchiamento di una popolazione già più anziana della media.
 

I Comuni della province di Cremona e di Mantova presentano invece un segnale di allarme soprattutto per quanto concerne la scarsa capacità attrattiva.
 

Nella provincia di Sondrio si trovano i Comuni sono i meno popolosi della Lombardia e sono quelli dove il problema dell’invecchiamento si presenta in maniera più allarmante.
 

Infine, nel corso dell’ultimo ventennio i Comuni ad alto rischio in cui si è osservata la maggiore contrazione della popolazione residente sono i 42 comuni in tale condizione della provincia di Bergamo dove mediamente, oggi sono residenti 86 persone ogni 100 che lo erano nel 2002.

I comuni a rischio moderato
 

Si tratta di 255 Comuni che, seppur presentino segnali meno preoccupanti rispetto a quelli ad alto rischio, si posizionano, per tutti i 5 indicatori considerati, in svantaggio rispetto alla media regionale.

Questi Comuni presentano una densità demografica abbastanza contenuta (302 abitanti per km quadrato), in cui nello scorso decennio si è registrata un tasso di crescita naturale medio annuo negativo (-6 per 1.000 residenti) e un tasso migratorio medio annuo esiguo (+1,3 ogni 1.000 abitanti). L’indice di vecchiaia medio mostra indica 217 anziani ogni 100 giovani, mentre la popolazione in età lavorativamente attiva è al 63%.

In media per questi Comuni si è osservata dal 2002 ad oggi una sostanziale stabilità della popolazione residente, seppur con una tendenza alla contrazione, soprattutto dal 2015 in poi.

(SM)

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