SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE - CULTURA, TURISMO E TRADIZIONI LOCALI
CURIOSITA'

Dalla Lomellina al Senegal, il viaggio dell'airone Beppe

6 Settembre 2021
 

Come in un romanzo d'avventura dei giorni nostri, decine di appassionati (e anche chi scrive) seguono le vicende dell'airone rosso Beppe (o Beppina, vedremo tra poco) che dalla Lomellina sta migrando verso il Senegal e chissà, anche oltre. I titolari della pagina Facebook Lomellina Natura aggiornano quasi quotidianamente, con mappe e dettagli, la posizione dell'airone e le sue abitudini, grazie a una emittente di tracciamento che raccoglie i dati di posizione tramite GPS e poi appena aggancia un nodo GSM scarica i dati su un server, fornendo una serie di informazioni molto utili per tracciarne abitudini e comportamenti. Si è appena scoperto che si tratta di un'airone femmina, per cui gli utenti sono alla ricerca di un nome appropriato.


Un viaggio appassionante cominciato nel 2020
Tutto comincia nell’estate del 2020, quando un gruppo di ricercatori del CNR e dell’Università di Pavia colloca delle emittenti GPS-GSM con batterie solari su diversi individui che nidificano in Lomellina, nel Mantovano e in Friuli, oltre che in Spagna. Beppe aveva nidificato nell’oasi del Fontanetto a Robbio. Finita la riproduzione si era spostato nel lago di Sartirana Lomellina. Da lì, il 2 settembre era partito e il 9 settembre era arrivato nel Parco Nazionale di Djoudj, in Senegal verso la foce del fiume omonimo. Per quasi tutto l’inverno era rimasto lì, per poi spostarsi non lontano, in Mauritania, nel Parco Nazionale di Diawling. Il 20 aprile 2021 era ripartito verso nord e il 24 aprile era giunto sulle coste mediterranee del Marocco, spingendosi in mare ma respinto dai forti venti contrari. Per diverse settimane aveva frequentato un corso d’acqua che scende dai monti dell’Atlante. Poi la Spagna e poi la Francia, sino al ritorno lo scorso maggio in Lomellina, molto vicino al luogo nel quale aveva nidificato l’anno scorso. «Sapere dove vanno, quando partono e che strada scelgono di percorrere, quale interazione con il vento e quali posti selezionano sia in Italia che in Africa è un aspetto molto importante della ricerca perché ci fornisce le informazioni per comprendere quale tipologia di habitat dobbiamo salvaguardare per proteggere la specie», ha raccontato Michelangelo Morganti, ricercatore del CNR IRSA (Istituto di Ricerca sulle Acque), che, in collaborazione con i docenti pavesi, segue il progetto Purpurea, nato nel 2018 all'Università di Pavia al sito Piemonte Parchi.


Tra apprensione, attesa e tutela dell'habitat
La migrazione diventa così un viaggio collettivo, vissuto con emozione e apprensione dagli utenti. E anche chi non ha la possibilità di assistere dal vero al fenomeno della migrazione, si sente parte di una bellissima avventura che ha anche un risvolto di sostenibilità e cura dell'ambiente lomellino. Infatti, la meta finale degli aironi è tendenzialmente il Parc national des oiseaux du Djoudj, lungo il Fiume Senegal che con i suoi 16.000 ettari, offre rifugio a un milione e mezzo di uccelli di 400 specie. Un vero e proprio sito di protezione importante per l'avifauna, oltre che un centro di ricerca scientifica: «La corretta politica di conservazione attuata in molti paesi africani ha conseguenze positive sulle popolazioni di migratori europei, e questo ne è la dimostrazione tangibile», prosegue Morganti.
La Lomellina rappresenta un ambiente ideale per l'accoglienza di questa specie: in luglio, otto aironi marcati a Mantova e a Udine si sono spostati proprio lì, attraversando il Nord Italia, alla ricerca di condizioni ecologiche favorevoli, zone umide, in cui nutrirsi adeguatamente in vista della migrazione. «Una concentrazione così nutrita di individui ci assegna una responsabilità di protezione e tutela che non è solo locale ma allarga i suoi confini, coinvolgendo le popolazioni europee di ardeidi e di altri uccelli acquatici».
Non resta che seguire questo viaggio e...Avanti tutta, Beppe! (Valeria Volponi)

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