SEZIONE: CULTURA, TURISMO E TRADIZIONI LOCALI
Turismo

Viaggio in miniera

5 Settembre 2018
 

Bagnada nel Comune di Lanzada (Sondrio); Cortabbio nel Comune di Primaluna (Lecco); Piani Resinelli nel Comune di Abbadia Lariana (Lecco); Marzioli nel Comune di Pezzase (Brescia); Tassara-S. Aloisio nel Comune di Collio e Bovegno (Brescia); Paglio-Pignolino nel Comune di Dossena (Bergamo); Gaffione nel Comune di Schilpario (Bergamo); Costa Jels nel Comune di Gorno (Bergamo).

Questi gli 8 i siti minerari dismessi visitabili ai fini conoscitivi e turistici presenti in Lombardia. Sono un patrimonio da salvaguardare e valorizzare, come ha spiegato l'assessore regionale all'Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo: "La Lombardia dispone di un ingente patrimonio di miniere dismesse, memoria storica delle attività di coltivazione mineraria che hanno caratterizzato l'economia lombarda nel recente e lontano passato che occorre valorizzare. Questi siti costituiscono un patrimonio culturale e storico notevole, da salvaguardare e da valorizzare. La salvaguardia deve necessariamente riguardare sia le miniere dismesse completamente, sia le sezioni di giacimento abbandonate all'interno di miniere tuttora in esercizio. Sono porzioni di territorio che non possono essere dimenticate perché possono servire ad accrescere le possibilità di riuso del territorio, con tutte le sue risorse, non solo minerarie".

I siti minerari presenti in Lombardia sono stati dismessi sia per intervenuta anti-economicità nella prosecuzione dei lavori di coltivazione, sia per esaurimento dei giacimenti. La conseguente, progressiva chiusura delle miniere ha poi inevitabilmente portato all'abbandono, di ciò che generazioni di minatori avevano fatto, dei luoghi della fatica. Tra le materie prime presenti in Lombardia troviamo il piombo-zincifero nella bergamasca; la fluorite, per usi metallurgici e ceramici nel Bresciano e il talco in Valtellina.

La Lombardia, fra l'altro, è stata tra le prime a legiferare in materia, già nel 2009, rispetto all'utilizzo e la valorizzazione del patrimonio minerario dimesso e successivamente, attraverso un regolamento regionale, sul rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione degli interventi. È  attualmente impegnata anche in ambito nazionale per la promozione della rete nazionale per i musei e i parchi minerari e sta lavorando al 'Programma regionale per il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso' per la definizione delle linee e degli indirizzi per lo sviluppo delle attività di valorizzazione, per l'individuazione e il censimento dei siti minerari dismessi e la costituzione dei parchi geominerari.

(SM)

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C'è tempo sino al 17 maggio per presentare i propri lavori. Il 30 agosto la proclamazione dei vincitori.

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