SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA' - WELFARE E POLITICHE GIOVANILI
BUONE PRATICHE

The Guardian celebra l'integrazione made in Sesto Fiorentino

23 Gennaio 2018
 

Si intitola “Come i migranti hanno conquistato l’amicizia dei fiorentini diffidenti” l'articolo pubblicato ieri sul Guardian, l'autorevole quotidiano britannico che racconta il progetto di integrazione promosso dalla cooperativa Il Cenacolo a Sesto Fiorentino (FI). La cooperativa, gestore del centro di accoglienza Il Gerlino, ha messo al lavoro i suoi operatori nelle piazze del centro storico per creare in strada spazi di dialogo che possano facilitare le relazioni e la conoscenza tra migranti e cittadini. “Dopo le proteste contro i richiedenti asilo, il sindaco ha lanciato con successo una campagna per trattare i nuovi arrivati con rispetto.” Si legge nell’articolo firmato da Angela Giuffrida “Quando gli abitanti di Sesto Fiorentino hanno sentito che 50 richiedenti asilo si stavano trasferendo in un ex hotel nel centro storico, hanno risposto più o meno come nel resto d’Italia […] Il sindaco Lorenzo Falchi ha scelto di sfidare queste preoccupazioni e dopo sei mesi Sesto è diventato un modello sul modo di trattare i migranti con dignità” “Erano preoccupati su come sarebbe potuta cambiare la piazza” ha raccontato al The Guardian Dalila De Pasquale, coordinatrice de Il Cenacolo.


Un progetto comune di miglioramento della città
Lo schema per integrare i nuovi arrivati ha preso le mosse da un progetto comune per pulire la piazza dai mozziconi di sigarette. I migranti, principalmente provenienti da Mali, Senegal, Bangladesh, e Pakistan, hanno lavorato insieme a un gruppo di pensionati, loro stessi immigrati dal sud. E si è scoperto che tra i due gruppi esistevano diversi punti in comune: uno dei pensionati ha trascorso la sua infanzia in Libia, ex colonia italiana e adesso il principale punto di transito per i migranti che cercano di raggiungere l’Europa. E mentre lui raccontava con affetto i suoi ricordi, un giovane migrante ha condiviso la sua drammatica esperienza di prigionia in Libia.
Il progetto si è evoluto in un incontro settimanale in Piazza tra i residenti locali e i migranti coinvolgendo anche gli esercenti. Marco Piombanti, proprietario del Bar Blu, insegna ai migranti come scrivere un curriculum e come presentarsi a un colloquio di lavoro. "Nonostante qualcuno abbia ancora delle riserve riguardo la presenza dei migranti, la tensione si è decisamente allentata e adesso Sesto Fiorentino sta per diventare sede di una moschea, la prima ufficiale dell’area fiorentina per 30 mila musulmani. Speriamo che che questo angolo di Toscana sarà un faro di ottimismo per il resto d’Italia”, spiega ancora il sindaco.
L’articolo poi continua con la storia di Pape Diaw, trasferito in Italia dal Senegal, oggi impegnato come mediatore culturale ad ascoltare e incoraggiare cambiamenti e soluzioni di possibili conflitti all’interno del progetto promosso da Il Cenacolo al Gerlino. (VV)
 

Photo credits @TheGuardian.com

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