SEZIONE: AMBIENTE, ENERGIA - TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
INNOVAZIONE

Brescia sperimenta Qcumber, social network ambientale

12 Giugno 2017
 

Il ministero dell’Ambiente e Regione Lombardia si stanno confrontando sull’ipotesi di sottoscrivere un protocollo d’intesa per la sperimentazione di strumenti innovativi che migliorino le condizioni di sostenibilità delle comunità locali, promuovendo le migliori pratiche di e-governance, con l'impiego strumenti tecnologici inediti. Tra questi c'è la piattaforma QCumber Smart City, un social network per il monitoraggio ambientale che si basa sui feedback degli iscritti e su dati ricavati da organismi e ricerche internazionali, sviluppato dall'imprenditore bresciano Giuseppe Magro.


Il geo-social forum tiene traccia di diversi parametri, dal livello di Pm10 nell’aria, al benzene, dal rischio idro-geologico alla presenza di odori molesti. Sviluppato nel 2012, punta ora a fare un salto di qualità, tramite l’adozione a livello internazionale, cominciando dal Regno Unito, dove è già stato sperimentato dalle amministrazioni comunali di città come Cambridge e Birmingham. In previsione c'è anche il lancio di un’applicazione per smartphone che potrebbe rappresentare un punto di svolta, dando la possibilità a chiunque di effettuare segnalazioni in mobilità e di controllare al volo lo “score” ambientale di un dato territorio. “Tutti guardano sul telefonino le previsioni del meteo, pochi quelle dello smog”, osserva Magro.

 

QCumber gratuito e ben leggibile
La registrazione a QCumber è gratuita e, una volta effettuato l’accesso, chiunque può segnalare pregi e difetti di un territorio dal punto di vista ambientale. I post vengono geo-taggati con latitudine e longitudine, collocati su Google Maps, e divisi per colore: rosso per evidenziare le criticità, verde per bellezze naturali da valorizzare e proteggere, giallo per segnalare contenuti multimediali (video, articoli di giornale, immagini) sul tema.
Le segnalazioni dei cittadini vengono poi incrociate coi dati ambientali provenienti da organismi internazionali come l’Organizzazione Mondiale per la Sanità e la Iaia, (l’International Association for Impact Assessment), e con quanto riportato da altri iscritti situati nel raggio di 5 chilometri, che possono confermare o meno l’esistenza di uno specifico disagio. Le informazioni vengono poi girate ai Comuni iscritti alla piattaforma.
 

Obiettivo: l'innesco di comportamenti virtuosi
L'adozione da parte delle aziende attive sul territorio potrebbe avvenire per far vedere il miglioramento delle loro performance ambientali. Mentre nelle amministrazioni pubbliche per esempio i sindaci potrebbero sapere da dove arriva il PM10 o monitorare l'abbandono di rifiuti pericolosi nei parchi pubblici. “I Comuni – racconta Magro – possono anche decidere di coinvolgere le aziende in progetti di collaborazione volontaria per il miglioramento delle condizioni ambientali in modo non conflittuale, usando Qcumber come piattaforma di dialogo. Realtà come Calcinato, Bagnolo Mella, Montichiari, Nova Milanese, Mantova, Foggia, Prevalle hanno già intrapreso questo tipo di percorso e c’é interesse anche da parte di città più grandi come Firenze”. Per i cittadini, le informazioni messe a disposizione da Qcumber potrebbero servire per decidere dove comprare casa o dove mandare a scuola i figli. a seconda di dove sia migliore la qualità dell’aria e dell’ambiente.​ (VV)

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