SEZIONE: TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
TUTELA

Stop ai fondi per le imprese dell'Italian Sounding

22 Marzo 2016
 

Per tutelare il made in Italy, i fondi europei del PSR - Piano di Sviluppo Regionale saranno indirizzati solo alle aziende agricole italiane e lombarde e alle industrie cooperative che operano con vera materia prima italiana. Niente più sostegno ai produttori di Italian Sounding, cibi e prodotti di design che richiamano nel nome e nelle fattezze le nostre eccellenze, ma vengono prodotte altrove con discutibili standard igienici e qualitativi. "Basta con le realtà industriali che usano materia prima straniera e poi spacciano i propri prodotti per Made in Italy. La Lombardia non metterà a disposizione risorse per chi trasforma latte francese o estero e non ritira quello delle nostre aziende zootecniche", ha spiegato l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Fava.

 

Un danno da 60 miliardi all'anno

In Lombardia sono oltre 20 mila le realtà del settore zootecnico, di cui quasi 5 mila impegnate nel comparto latte, che contribuisce al 40% di tutta la produzione nazionale. Negli ultimi cinque anni almeno il 10% delle aziende che hanno rapporti di credito bancario hanno valutato o richiesto l’allungamento del periodo di ammortamento del finanziamento per gestire meglio equilibri di bilancio, messi sempre più a rischio dalla crisi dei prezzi alla stalla. La decisione di sospendere la concessione di fondi a chi non fa vero Made in Italy va quindi in direzione di una tutela più che mai necessaria per migliaia di aziende. E rende un servizio prezioso anche ai consumatori che "devono essere messi in grado di scegliere con informazioni trasparenti, complete e soprattutto leggibili”, prosegue Fava.

Cosa non sempre semplice e banale, visto che quasi la metà della spesa è anonima per colpa della contraddittoria normativa comunitaria che obbliga a indicare la provenienza nelle etichette per la carne bovina, ma non per i prosciutti, per l’ortofrutta fresca ma non per quella trasformata, per le uova, ma non per i formaggi, per il miele ma non per il latte o per la pasta.
Il risultato è che gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano un pacco di pasta su tre, due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle. 

(VV)

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