SEZIONE: ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONISMO E RIFORME - ISTRUZIONE
Diritti dell'infanzia

La città delle bambine e dei bambini: una nuova filosofia di governo

18 Febbraio 2016
 

Nell’aprire il convegno I Comuni per i diritti dei bambini, organizzato da Anci Lombardia in collaborazione con il Comune di Bergamo, prima tappa di una serie di una serie di incontri che si svolgeranno anche in altre città della nostra regione, il presidente del dipartimento istruzione Pierfranco Maffè, così a concluso il suo intervento: “Una città a misura di bambino è una città a misura di tutti”.
Al centro dell’incontro, la relazione del professor Francesco Tonucci, psicopedagogista con una lunga carriera all’Istituto di scienze cognitive presso il Consiglio nazionale delle ricerche, ma soprattutto padre del progetto La città dei bambini. Il progetto nasce a Fano nel 1991, nello stesso anno in cui lo Stato Italiano ratifica con legge la Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia del 1989.
Due le direttrici su cui si è dipanato l’intervento del professor Tonucci: autonomia e partecipazione dei bambini intese come autonomia di movimento negli spazi pubblici e partecipazione al governo della città. 
Per quanto riguarda il primo aspetto, Tonucci ha preso spunto da una frase tratta dal libro della Bibbia di Zaccaria: “Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità. Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze”. Nelle piazze e nelle vie delle nostre città i bambini che giocano sono quasi del tutto spariti. La crescita urbanistica dei centri urbani ha privilegiato la mobilità automobilistica, lo sviluppo delle aree commerciali e così via, riducendo o delimitando gli spazi in cui non solo i bambini, ma anche gli anziani, i disabili possono ritrovarsi, muoversi liberamente. Da qui, con riferimento in primis ai piccoli, la proposta della città dei bambini: ripensare la città, partendo dai quartieri e facendo dei giovanissimi veri e propri consulenti dei Sindaci. L’ascolto dei bambini sulle necessità di gioco si trasforma poi nella loro partecipazione attiva alle gestione della res publica.
I Comuni hanno avviato in questi anni iniziative dirette ai bambini. L’approccio privilegiato è quello della partecipazione alla gestione dell’amministrazione: molti per esempio i Consigli comunali dei bambini. Durante il convegno sono state presentate interessanti progetti avviati dai Comuni di Bergamo e di Presezzo o in via di applicazione al Comune di Levate. Resta però ancora una certa distanza fra questi progetti e la proposta della rete internazionale La città dei bambini: “Sono progetti molto validi” ci dice Tonucci, “ma la nostra proposta è più radicale. Si basa sul protagonismo dei bambini e non tanto sulla realizzazione di una città amica dei bambini. La città che auspichiamo è la città che ascolta i bambini, che lascia loro spazio affinché possano vivere esperienze autonome e possano suggerire agli adulti soluzioni che migliorino la vivibilità dei centri urbani per tutti”.

(SM)

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VIDEO I Comuni per i diritti dei bambini

Al centro dell’incontro, la relazione del professor Francesco Tonucci, psicopedagogista con una lunga carriera all’Istituto di scienze cognitive presso il Consiglio nazionale delle ricerche, ma soprattutto padre del progetto La città dei bambini. Il progetto nasce a Fano nel 1991, nello stesso anno in cui lo Stato Italiano ratifica con legge la Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia del 1989.

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