SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA' - ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONISMO E RIFORME
Legalità

Intimidazioni e violenza, Sindaci sulla barricata

7 Gennaio 2016
 

Da nord a sud, da est a ovest, a ogni latitudine fare il Sindaco non è per nulla semplice. Anzi, in molti casi diventa persino pericoloso.
Lo sa bene, per esempio, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che ha denunciato di aver ricevuto una busta col necrologio riguardante la morte di un ristoratore cui era stato demolito l'immobile col ristorante perché abusivo. Indagini sono in corso per identificare i responsabili di quello che viene ritenuto un gesto intimidatorio nei confronti delle iniziative per il ripristino della legalità e contro l'abusivismo nella Valle dei Templi attuate dall'amministrazione comunale guidata da Firetto. Tra i numerosi messaggi di solidarietà pervenuti al sindaco di Agrigento anche quelli del ministro dell'Interno Angelino Alfano, che ha voluto telefonare personalmente a Firetto, del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone e del presidente del Consiglio nazionale dell'Anci Enzo Bianco. Sul fatto si sono espressi anche il presidente e il segretario generale dell'Anci, Piero Fassino e Veronica Nicotra: "Il coraggio e la determinazione dei sindaci italiani, ogni giorno in prima linea sul fronte della legalità, soprattutto al Sud, non vanno però solo riconosciuti e sottolineati in circostanze come queste. Ci auguriamo che il sostegno agli amministratori locali diventi sempre più concreto, giorno dopo giorno, e che si inverta la tendenza che troppo spesso vede i primi cittadini lasciati soli, da parte dello Stato centrale, nella gestione della lotta alla criminalità organizzata".
Criminalità organizzata che, al di là dell’oceano, non si è fatta scrupoli di eliminare una giovane sindaca, Gisela Mota. Eletta nel Comune di Temixco, nello stato di Morelos, 85 chilometri a sud di Città del Messico, Gisela Mota aveva promesso ai suoi concittadini che avrebbe lottato per scacciare i narcotrafficanti. Il 2 gennaio aveva prestato giuramento e si era insediata nel primo giorno del primo dei tre anni del suo mandato. Alle 7 del mattino del giorno dopo si sono presentati nella sua abitazione quattro uomini armati che l'hanno uccisa, ingaggiando un conflitto a fuoco con la polizia, che a sua volta ne ha uccisi due e ne ha arrestati altri tre.
L’assassinio di Gisela Mota riporta alla memoria il Sindaco pescatore, Angelo Vassallo, vittima anch’egli della criminalità organizzata. Qualunque sia il luogo, i Sindaci sono sempre più sulla barricata, sono il punto di riferimento per i cittadini, ma, come si evince da questi fatti, anche gli ostacoli da eliminare.

(SM)
 

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