SEZIONE: SICUREZZA E LEGALITA'

A Milano il seminario dedicato al contrasto della corruzione nei Comuni

22 Marzo 2013
TEMI: Sicurezza
 
All'interno del ciclo di seminari sulla legalità promossi da Anci Lombardia con Rete Comuni e Avviso Pubblico si è tenuto questa mattina a Milano il seminario 'I Comuni e il contrasto alla corruzione', che ha indagato le azioni che gli enti locali devono adottare sui temi della corruzione, della trasparenza e dei controlli. Ha aperto i lavori il Segretario Generale di Anci Lombardia, Pier Attilio Superti, per il quale "una delle ragioni che ci hanno motivato ad organizzare questi eventi è quella di evitare che cresca l'ondata di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e che questa travolga la tenuta del senso stesso delle nostre istituzioni". Per Superti "ritornare ai temi della legalità significa discutere sulla fiducia delle istituzioni. Poiché i Comuni sono le istituzioni nelle quali, ancora oggi, i cittadini ripongono la loro fiducia, è fondamentale ripartire da questo livello". Ha preso quindi la parola Antonio Caruso, Procuratore regionale della Corte dei Conti Lombardia, che ha ricordato come "in occasione della recente inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti regionale ho avuto modo di affrontare il fenomeno della corruzione nella Pubblica Amministrazione per constatare come sia ancora diffuso. La preoccupazione che abbiamo manifestato è soprattutto legata alla disinvoltura con cui si mercifica il potere pubblico. Episodi illeciti verso la Pubblica Amministrazione sono divenuti costanti e costante è anche il ricorso all'illegalità per ottenere obiettivi illeciti e tornaconto personale". Caruso ha osservaro che "la piaga della corruzione, peggiore oggi rispetto a 20 anni fa, si è annidata nel contesto pubblico e crea disaffezione da parte dei cittadini nei confronti della PA, oltre a diventare una causa della disincentivazione degli investimenti nel nostro Paese". Al fine di combattere questi fenomeni, per il Procuratore "servono nuovi modelli operativi nella PA e devono essere realizzati precessi di information sharing al fine di mettere in contatto dati e informazioni utili a contrastare gli episodi di illegalità". Caruso si è quindi soffermato sulle recenti disposizioni normative che introducono delle disposizioni per contrastare la corruzione, introducendo strumenti preventivi e non solo repressivi. Principio base di questo percorso è la responsabilizzare, sia della dirigenza che della base, con strumenti per garantire trasparenza all'attività amministrativa e per evitare sia danni patrimoniali che danni di immagine alla PA. Tutto questo, per il Procuratore, deve far si che "la PA possa ispirarsi ai principi dell'etica e della responsabilità". Il compito di presentare cosa può fare concretamente un comune è stato affidato al segretario comunale di Treviglio, Antonio Purcaro, che ha esordito rilevando che, "come in un comune si può fare qualità anche senza la certificazione, allo stesso modo si può operare nella legalità anche senza avere un piano ma le norme recentemente introdotte hanno il valore di certificare la legittimità degli atti e delle azioni della Pubblica Amministrazione e, in questo modo, diventa possibile controllare l'avvenuta o la mancata corruzione o la presenza di condotte illegali che violino la legge". Purcaro, con dovizia di particolari, ha quindi presentato le azioni che la sua amministrazione sta mettendo in pratica per adempiere alle richieste legislative, che prevedono il coinvolgimento dell'intera macchina comunale con procedure definite e valide. Giuliano Palagi, segretario generale della provincia di Pisa e referente di Avviso Pubblico, ha inquadrato il fenomeno corruttivo nella Pubblica Amministrazione, osservando che "andando a vedere i dati sulle denunce di reati legati alla corruzione, dopo il picco degli anni di Mani Pulite, si assiste a una diminuzione delle denunce. Questo forse significa che ci sono meno fenomeni? Evidentemente no, ma dimostra che non abbiamo reso sistemico quel processo sviluppatosi negli anni precedenti". Ecco quindi che in tale contesto è intervenuta la Legge 190/2012 sull'anticorruzione che, se ha "sicuramente apportato delle innovazioni utili e importanti, così come è si dimostra incomplete e non decisiva, anche perché dobbiamo considerare che è il frutto del momento più basso del confronto politico del vecchio parlamento". Annalisa D'amato di Anci ha presentato le impressioni dei Comuni sul provvedimento, evidenziando che "siamo in momento molto delicato, che ha visto la produzione di molte norme che riguardano direttamente i Comuni e che, comunque, evidenzia anche il perdurare della presenza nella Pubblica Amministrazione di episodi di corruzione con numeri inquietanti". D'amato, pur sottolineando la positività delle norme anti corruzione ha però ricordato che esse"prevedono che la Pubblica Amministrazione sia una cosa unica, mentre invece è un fronte variegato di situazioni, pensiamo solo alla differenza tra centro e periferia e alle differenze tra funzioni. La traduzione delle singole norme nei singoli contesti è pertanto molto complessa". Ecco quindi che Anci ha avanzato delle riflessioni in merito ai costi che i Comuni devono sostenere per adempiere alla norma, costi che diventano gravosi soprattutto nei piccoli comuni". Ma i controlli non devono riguardare solo gli enti locali in senso stretto, bensì anche le società partecipate o controllate, come ha evidenziato Fabrizio Sanna di Ancitel Lombardia.
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