SEZIONE: TECNOLOGIA E INNOVAZIONE

2012, casella di posta elettronica per tutti i cittadini

5 Marzo 2009
 
Il tema dell’e-government non è certo nuovo, ma resta di continua attualità. Programmi e ricerche si susseguono, a livello centrale e locale. E se il cuore dell’e-gov resta la Strategia di Lisbona, ratificata nel marzo 2000, e il successivo Codice dell’Amministrazione Digitale del 2005, il punto oggi di riferimento è il piano presentato dal ministro Brunetta a fine 2008. Pur avendo già raggiunto buoni livelli di informatizzazione, il nostro Paese dovrà fare un ulteriore salto di qualità ed entro il 2012, secondo il piano, raggiungere la completa digitalizzazione della P.A.. L’impegno del piano si riassume in pochi ma significativi numeri: impegno finanziario di legislatura di 1380 milioni di euro, 80 progetti raccolti su 4 ambiti di intervento prioritari, per un totale di 27 obiettivi da realizzarsi al 2012. In particolare i 4 ambiti di intervento si riassumono in Obiettivi settoriali, riferiti alle amministrazioni centrali dello Stato e alle Università, Obiettivi territoriali, riferiti alle Regioni e ai capoluoghi, Obiettivi di sistema, per lo sviluppo di infrastrutture, come il Sistema pubblico di connettività, o di capacità, come i progetti di riduzione del digital divide e di miglioramento dell’accessibilità dei servizi, Obiettivi internazionali, per potenziare l‘e-governance per lo sviluppo, la governance di Internet e il raccordo con UE e OCSE.
Fra i numerosi obiettivi, il ministro ha sottolineato come urgenti scuola, giustizia, imprese e salute, cui si aggiungono la Dematerializzazione, per cui il Ministro ha assicurato che “al 2012 la casella di posta elettronica certificata sarà una realtà per cittadini, amministrazioni, imprese e professionisti” così come la fatturazione elettronica e i pagamenti on line verso la pubblica amministrazione. Al 2012 sarà anche assicurato, all’intera popolazione, il rilascio della Carta d’Identità elettronica e del Passaporto elettronico. Niente di nuovo sotto il sole? Non proprio. Il ministro non ha mancato di rilevare che “gli obiettivi sono quelli di sempre ma ciò che cambia è il rigore e la trasparenza nel metodo di lavoro, per cui a ogni singolo progetto è collegato infatti un cronogramma che indica obiettivi intermedi, amministrazioni coinvolte e deadline di riferimento. Gli avanzamenti dei lavori saranno costantemente verificabili on line, in un portale dedicato, oltre che nelle relazioni trimestrali di attività”.
Sul fronte delle ricerche, invece, è interessante quella svolta Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale sui Livelli Minimi di e-Government negli Enti Locali. La ricerca è stata condotta su un panel di 170 segretari comunali, che hanno partecipato ai corsi istituzionali di specializzazione SSPAL 2008. Il gruppo scelto per l’indagine è attivo per il 63% in Comuni con popolazione compresa tra i 5.000 e i 15mila abitanti, per il 24% in Comuni con meno di 5.000 abitanti, per il 13% in Comuni con più di 15mila abitanti. La particolarità della ricerca risiede nel fatto che l’attenzione è stata rivolta ai soggetti dell’innovazione tecnologica, e più precisamente al ruolo del segretario comunale come “agente di innovazione”, in coerenza con l’evoluzione di questa figura nella governance dell’ente. I segretari intervistati attraverso un questionario hanno posto in evidenza un grado di confidenza con le tecnologie medio (il 76%) e una formazione da autodidatti (il 96%), integrata solo nel 27% dei casi da corsi organizzati da enti e istituzioni e nel 12% da corsi privati. Nel 70% dei casi i segretari utilizzano internet per lavoro tutti i giorni e più volte al giorno e il ricorso al web è per lo più finalizzato a ricevere e inviare e-mail (il 96%), a consultare siti web di altre amministrazioni (89%), a consultare database giuridico-normativi (85%) e a la ricerca di materiali per la redazione di documenti e rapporti (74%). I segretari intervistati, poi, ritengono (68%) che l’innovazione della macchina comunale sia è tra gli obiettivi strategici dell’amministrazione in cui opera, e Il 75% degli intervistati afferma di avere attivato processi di e-government presso i Comuni in cui è in servizio. In generale, la ricerca ha rilevato come i segretari si dicano pronti ad affrontare la sfida dell’informatizzazione dell’ente e ad accettare un ruolo di responsabilità nei processi di innovazione dei Comuni. Quel che sembra fare difetto alla categoria è una chiara visione di quali leve si possano utilizzare per rimuovere le resistenze all’innovazione: il 41% non ha dato risposte al quesito.
Al di là delle inevitabili difficoltà che ogni progetto di cambiamento porta con sé, il quadro che si può comporre lascia ben sperare. Da una parte abbiamo un piano dettagliato, soprattutto nella tempistica, e dall’altra categorie di professionisti, in primis i segretari comunali, ben disposti a sviluppare il progetto. Vuoi vedere che dall’undicesimo posto occupato dall’Italia nella classifica mondiale stilata dell’Osservatorio dell’Università di Tokyo sull’e-Government dei paesi con il maggior sviluppo e utilizzo dei servizi di pubblica amministrazione on-line possiamo sperare di salire sul podio?
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