SEZIONE: WELFARE E POLITICHE GIOVANILI

Un progetto per aiutare chi è solo e ha superato i 75 anni

3 Marzo 2009
 
Le crisi costituiscono un momento di passaggio, e le situazioni di emergenza una conse guenza quasi inevitabile. Ma può succedere anche il contrario, come è accaduto nel non lontano 2003: una emergenza climatica non prevedibile - l’estate torrida indimenticabile - ha mandato in crisi famiglie, ospedali, centri di cura per gli anziani. In città i disagi più seri, gli anziani soli quelli più colpiti, anche nel numero dei decessi. Tamponata la crisi, a Brescia qualcuno ha pensato a fare di più. Ne è nato un progetto per monitorare la situazione degli anziani sopra la soglia dei 75 anni - soli o senza figli residenti nella città - e mobilitare le persone del quartiere a rispondere ai bisogni individuati: il “Progetto Anagrafe della Fragilità e Buon Vicinato”, inaugurato nel 2004 dall’assessore ai Servizi alla Persona, alla Famiglia e alla Comunità Fabio Capra. Il progetto ha vinto il “Premio Sodalitas Social Award”, è stato premiato al “Salone delle Autonomie Locali” Euro P.A.2007 come miglior esempio di innovazione nei servizi sociali, ed ha ottenuto dal Ministero della Famiglia la Menzione Speciale “Premio Amico della Famiglia” 2007. Nella prima fase di attivazione nel 2004, obiettivo principale è stato programmare l’intervento in emergenza climatica: l’assessorato e i servizi sociali territoriali - in collaborazione con Asl, 118, Azienda Ospedaliera, Organizzazioni sindacali dei pensionati CGIL-CISL-UIL e le Associazioni di volontariato - sono attualmente in grado di intervenire prontaente su segnalazione del Dipartimento di Protezione Civile, che con 48 ore di anticipo sul fenomeno informa tramite sms tutti i referenti. Per scongiurare malesseri e il peggioramento di patologie geriatriche, le persone sole vengono accolte in RSA, Centri Diurni e Centri Anziani, che si è provveduto a climatizzare. Lo sviluppo del progetto è andato di pari passo con i risultati raggiunti, anche in termini di incidenza sociale. I volontari si sono trovati di fronte a realtà che ponevano nuovi interrogativi che non potevano essere trascurati. È nata così nel 2006 l’idea di formulare una scheda informatica accessibile a tutte le parti in causa, che consentisse il monitoraggio della situazione di ciascun anziano e delle singole necessità. In questo modo ogni singolo volontario è stato investito del ruolo di “sentinella” di quartiere, con il compito di sostegno ma anche di segnalazione. L’adoperarsi da parte delle diverse Associazioni ha creato nel tempo una rete di rapporti nel quartiere, che lascia intravedere la rinascita del “buon vicinato”. Siamo nel 2009: il progetto iniziale passa l’esame della nuova giunta comunale di Brescia, e si estende a “fragilità” legate alla presenza di un disabile in famiglia e alle famiglie monogenitoriali, cambia nome e diventa “Vicino al tuo vicino”. È prevista una figura aggiuntiva di riferimento per il Comune in ogni singolo quartiere, il promoter. Per la piena attuazione dei suoi obiettivi, sarà necessario reclutare altre Associazioni - ora in numero di un centinaio - che per statuto e senso civico, vogliano collaborare per rompere quel clima di estraneità e indifferenza che da tempo impoverisce la vita delle città.
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