SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE

Guardando a orizzonti lontani

29 Settembre 2008
 
Caro sindaco, io so che tu hai tenuto nascosti fino ad ora, chiusi in un cassetto, i sogni più grandi con i quali intendi cambiare volto alla tua città, lo so che li stai facendo uscire poco per volta... Sogni che stai modellando e materializzando, e con quelli disegnerai il futuro. Ce li vuoi raccontare? È la domanda che abbiamo rivolto a undici primi cittadini di Lombardia. Non li abbiamo scelti a caso, siamo andati a bussare alla porta dei sindaci delle città capoluogo, quelle attorno alle quali ruotano centinaia di altri municipi, tutti traboccanti di tradizioni, di valori, di identità e di storia. Le risposte che ci sono pervenute sono davvero esaltanti, perché ci forniscono lo spaccato unico di una Lombardia in veloce trasformazione. Una Lombardia tra problemi concreti, risposte urgenti da fornire e ambiziosi progetti futuri. A Bergamo mancano case a prezzo abbordabile, i giovani vanno ad abitare fuori città, i comuni della cerchia crescono a dismisura, la città invecchia: ecco il perché della costruzione di 600 nuovi appartamenti. Brescia punta le sue carte sul recupero dei parchi e delle aree della stazione, lavorando sul tema della sicurezza. Como vuole attirare turismo di qualità, puntando sull'industria del bello e della creatività, sull'eccellenza del settore della seta che è sempre stata una gloria per la città. A Cremona l'immenso parco dei monasteri, un vasto complesso di edifici religiosi trasformati nell'Ottocento in caserme e poi dismesse, sarà rivitalizzato con un piano che passerà alla storia. Lecco presenta come biglietto da visita il Palazzo delle Identità culturali, frutto di un intervento che fonderà in modo armonico due edifici risalenti al XVIII secolo. Lodi completerà il grande polo dell'università e inizierà a disegnare il futuro urbanistico pensando a quando la vecchia ferrovia diventerà metropolitana leggera. Mantova che - con la vicina Sabbioneta - detiene un patrimonio inserito tra i siti dell'Unesco esalta il talento di oggi armonizzato col fascino del passato. Innovazione, eccellenza e sviluppo sono le parole d'ordine di Milano, che realizza grandi infrastrutture scientifiche e tecnologiche: la Città della chimica e del farmaco, la Città della moda, la Città del gusto e della salute, la Città dell'energia. Pavia intende volare alta, diventando la città dei saperi e dell'innovazione, rafforzando le sinergie con le eccellenze che già possiede, l'università e il sistema sanitario. A Sondrio lavora per tornare a occupare i primi posti tra le città italiane menzionate per l'alta qualità della vita, in primis con il restauro del teatro cittadino. Varese guarda alla realizzazione dellamoderna stazione ferroviaria per diventare un nodo ferroviario e viabilistico di primaria importanza, con un occhio puntato verso la Svizzera e l'altro sull'aeroporto di Malpensa. Che aggiungere? Ovunque in Lombardia si guarda a orizzonti molto lontani, tenendo saldi i piedi in una terra che non conosce eguali. Terra dissodata dalle legioni romane, concimata dalle bufale dei longobardi, bonificata dai monaci benedettini. Terra che è patria di liberi comuni e dove lo sventolare dei gonfaloni è sinonimo di libertà.
  
Una sfida in mare aperto
di Matteo Bolocan Goldstein Geografo e urbanista Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano
Da alcuni anni la scena è stata riconquistata dalle città: non solo le grandi “metropoli” e i nodi primari della gerarchia urbana continentale e mondiale,ma l’insieme complessivo dei centri urbani e dei contesti locali che formano quel vasto reticolo di città medie, centri minori e località diffuse che rappresenta un connotato fondamentale dello sviluppo territoriale padano, e lombardo in particolare. Diversamente da come può apparire, infatti, ciò che chiamiamo globalizzazione investe l’insieme delle componenti territoriali e sfida le classi dirigenti a elevare l’efficacia e la creatività nella costruzione delle politiche pubbliche. La progettualità locale è quindi un tassello decisivo delle dinamiche di sviluppo territoriale e un modo per declinare operativamente quella cultura della sussidiarietà che non può rimanere una bandiera ideologica. Se, infatti, in passato la crescita territoriale si generava in gran parte spontaneamente, trovando nei vari contesti locali risorse sufficienti da valorizzare, è invece oggi necessario elevare la cura delle città, veri e propri giacimenti di capitale sociale e territoriale fondamentali per sostenere più avanzati livelli di sviluppo economico e civile. Per queste ragioni la produzione e la cura continua dei beni pubblici - dalla qualità dell’aria al sistema delle acque, dalle reti della mobilità agli spazi pubblici e ai parchi, solo per fare alcuni esempi - rappresentano una frontiera strategica per le sperimentazioni dei Comuni lombardi. Una sfida per molte ragioni culturale, oltre che amministrativa.
 
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