Continuano le attività del progetto “LegalitàComune - migliorare i controlli per l’integrità pubblica. Rafforzamento e Adeguamento dei Controlli Interni: azioni e strumenti per sviluppare sistemi di controllo integrati e sostenibili”, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del PR FESR 2021–2027, e realizzato da Anci Lombardia con la Provincia di Monza e della Brianza con l’obiettivo di rafforzare competenze, trasparenza e controllo nella gestione degli appalti.
Per comprendere come stanno cambiando i processi operativi legati agli appalti abbiamo rivolto alcune domande a Cristian Barcellari, esperto di contratti pubblici con oltre vent'anni di esperienza maturata nella Pubblica Amministrazione, nella consulenza specialistica e nella formazione. Per Anci Lombardia è esperto per percorsi formativi, laboratoriali e di training on the job dedicati alla qualificazione delle stazioni appaltanti e alla digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici. È stato inoltre uno dei “1000 Esperti PNRR” del Dipartimento della Funzione Pubblica. Attualmente collabora con la Centrale Unica di Committenza “Mantova Sud”, stazione appaltante qualificata di livello massimo che opera per un bacino di oltre 105.000 abitanti. Collabora altresì con numerosi enti locali di diverse dimensioni, affiancando amministrazioni e RUP nella gestione operativa degli appalti pubblici.
La digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici viene spesso percepita come un obbligo tecnico. In che modo può invece diventare uno strumento di migliore governo degli appalti?
La digitalizzazione non è un semplice strumento operativo. Il nuovo Codice dei contratti la colloca tra i principi che governano l'intero ciclo di vita dell'appalto. Ciò significa che i dati generati dalle procedure possono diventare una leva di conoscenza, programmazione e controllo. Quando informazioni e processi sono tracciati e interoperabili, la stazione appaltante non si limita a gestire singole gare, ma acquisisce la capacità di governare in modo più consapevole la propria attività contrattuale.
Piattaforme digitali e interoperabilità: quali opportunità offrono alle amministrazioni locali e quali criticità organizzative devono ancora essere superate?
Le piattaforme digitali e l’interoperabilità consentono di ridurre attività ripetitive, limitare errori e duplicazioni informative e garantire una maggiore qualità dei dati. Le opportunità sono particolarmente rilevanti per gli enti locali, che possono beneficiare di processi più efficienti e di informazioni aggiornate in tempo reale. La principale sfida non è però tecnologica, bensì organizzativa: occorre investire nelle competenze del personale, nella revisione dei processi interni e nella diffusione di una cultura del dato condivisa tra uffici e responsabili.
La programmazione triennale di lavori, servizi e forniture può essere considerata il primo vero presidio di qualità dell’appalto?
Sì. La qualità di una procedura dipende in larga misura dalla qualità della sua preparazione. Una programmazione accurata consente di individuare tempestivamente i fabbisogni, verificare le risorse disponibili, valutare le modalità di affidamento più appropriate e ridurre il ricorso a interventi urgenti o frammentati. In questo senso, la programmazione rappresenta il primo momento in cui si costruisce il risultato dell’appalto.
Come si passa da una programmazione costruita sui singoli fabbisogni degli uffici a una programmazione capace di generare valore pubblico?
Occorre superare una logica esclusivamente interna e settoriale. La programmazione deve partire dagli obiettivi strategici dell’ente e dai bisogni della collettività, collegando gli acquisti alle politiche pubbliche che si intendono realizzare. Ciò significa favorire il coordinamento tra strutture, utilizzare dati e indicatori per orientare le scelte e valutare non soltanto ciò che si acquista, ma soprattutto i risultati che l’acquisto è in grado di produrre per cittadini, imprese e territorio.
La disponibilità di dati può aiutare le stazioni appaltanti anche sul piano dell’integrità, ad esempio nell’individuazione di anomalie, ritardi, frammentazioni o scelte ricorrenti?
Certamente. La disponibilità di dati strutturati e confrontabili consente di sviluppare forme di controllo più efficaci e preventive. L’analisi dei dati può evidenziare ricorrenze anomale negli affidamenti, eccessive frammentazioni della spesa, ritardi nelle procedure o criticità nell’esecuzione dei contratti. In questo modo la digitalizzazione non rafforza soltanto l’efficienza amministrativa, ma contribuisce anche alla trasparenza, alla prevenzione dei rischi e alla tutela dell’integrità dell’azione pubblica.
(Andrea Ferrarini)