Dai beni confiscati restituiti ai cittadini ai percorsi di educazione civica nelle scuole, passando per la memoria delle vittime di mafia, la partecipazione delle comunità e il recupero della fiducia nelle istituzioni. Sarà dedicata al ruolo dei Comuni nella lotta alla criminalità organizzata la 28esima puntata di “Fuori dal Comune”, il programma di Rai Gr Parlamento realizzato in collaborazione con Anci.
Nel giorno dell’anniversario dell’uccisione di Giovanni Falcone la trasmissione, ascoltabile in diretta sabato 23 maggio dalle 11.00 alle 11.45 sulle frequenze di Rai Gr Parlamento (e poi disponibile su RaiPlay Sound) e condotta da Lucrezia Scardini, accompagnerà gli ascoltatori in un viaggio attraverso territori che hanno trasformato la legalità in un’identità collettiva, facendo di memoria civile, partecipazione e impegno sociale strumenti concreti di contrasto alle mafie.
Nel corso della puntata interverrà il capo area Sicurezza e legalità dell’Anci, Antonio Ragonesi, con un approfondimento sulle azioni promosse dall’Associazione a sostegno dei Comuni sui temi della legalità, del contrasto alle infiltrazioni mafiose e del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Ad affiancarlo nell’analisi Vincenzo Musacchio, docente di Tecniche di indagine antimafia presso il RIACS di Newark (USA).
Tanti i territori e i Sindaci coinvolti: da Pollica, il sindaco Stefano Pisani, ricorderà Angelo Vassallo, figura modello di cittadinanza attiva e partecipazione civica, spazio poi a Caltagirone, Avola, Nettuno e Settimo Torinese.
Dalla Lombardia il Sindaco Spino d'Adda, Enzo Galbiati, interverrà in merito a come alcuni beni confiscati e la partecipazione civica sono diventati strumenti di welfare territoriale e presidio di legalità in un piccolo Comune. Un'esperienza che, in parte, era stata presentata in un articolo pubblicato sulle pagine di Strategie Amministrative, scritto dalla Vicesindaca di Spino d'Adda, Eleonora Ferrari e dalla esperta di ANCI Lombardia, Paola Pastorino.
La puntata di "Fuori dal Comune" si presenta quindi come un racconto che attraversa Nord, Centro e Sud Italia per mostrare come la lotta alle mafie non sia soltanto repressione, ma anche costruzione quotidiana di comunità, trasparenza amministrativa, cultura civica e restituzione degli spazi pubblici ai cittadini.