Secondo gli ultimi dati forniti dall'Istituto Superiore dalla Sanità (riferiti al 31 luglio 2025), dall’inizio della sorveglianza circolazione del virus West Nile sono stati segnalati in Italia 89 casi confermati di infezione nell’uomo, di cui 40 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, 2 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 46 casi di febbre e 1 caso asintomatico. Tra i casi confermati sono stati notificati 8 decessi (aggiornamento settimanale disponibile online QUI e QUI).
Il virus West Nile è un virus responsabile della malattia di West Nile o West Nile Disease (WND), ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda dal sangue di una donna con sintomatologia febbrile, proveniente dal distretto di West Nile (da cui il nome West Nile disease). Attualmente WNV è diffuso in Africa, Medio Oriente, Nord e Sud America, Asia Occidentale, Oceania ed Europa, dove è stato segnalato a partire dal 1958.
Generalmente la malattia è trasmessa alle persone e agli animali attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex. Si tratta della zanzara comune presente dal tramonto all’alba, più attiva nel periodo tra la primavera e l'autunno.
La malattia non si trasmette da persona a persona e la maggior parte delle infezioni da WNV nell'uomo sono asintomatiche. In percentuale minore può comparire una sintomatologia simil-influenzale. Sintomi gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150) soprattutto negli anziani e nelle persone fragili.
Considerata l'importanza del tema per la salute pubblica, Anci con un comunicato ha invitato i Comuni a richiamare l’attenzione della cittadinanza e dei propri presidi di salute pubblica al fine di potenziare la sorveglianza dei casi umani di infezione sensibilizzando gli operatori sanitari, tra cui pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e farmacisti, sull’importanza della rapida identificazione dei casi, la cui manifestazione é estremamente variabile.
L'Associazione dei Comuni evidenzia anche l'importanza della promozione di attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione sul rischio legato alle infezioni da WNV, sottolineando l’importanza dell’adozione delle principali misure di prevenzione, quali l’uso corretto di repellenti topici secondo le indicazioni dei produttori, l’utilizzo di abbigliamento protettivo, l’installazione di barriere fisiche (zanzariere, etc) e le buone pratiche finalizzate a eliminare possibili focolai larvali negli spazi privati, come giardini e orti privati (eliminazione degli oggetti che possono costituire piccole raccolte temporanee di acqua, come barattoli vuoti, sottovasi, contenitori senza coperchio, anfore ornamentali, giochi per bambini; prevenzione dei ristagni, che creano le condizioni per lo sviluppo larvale delle zanzare, nei focolai ambientali non eliminabili, quali, ad esempio, vasche e fontane ornamentali, grondaie, bacini perenni e per l’approvvigionamento idrico degli orti urbani, cisterne etc.).
Informazioni sono disponibili sito istituzionale del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, mentre presso il Ministero della Salute è attivo il numero di pubblica utilità 1500 per eventuali informazioni ai cittadini.