SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE - TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
TENDENZE

Milano più reattiva nella mobilità post-pandemia

25 Febbraio 2022
 

I due anni di pandemia e le conseguenti misure restrittive hanno prodotto profondi mutamenti nei comportamenti e nelle abitudini dei cittadini, dall’introduzione dello smart working allo sviluppo di nuovi modelli di consumo, al ripensamento delle modalità di spostamento. In attesa dei nuovi equilibri strutturali post Covid, emergono tendenze in risposta ai tempi della pandemia: attraverso i dati di Google e Apple è possibile approfondire gli impatti della nuova ondata pandemica di inizio 2022 confrontando le evoluzioni nella Città metropolitana di Milano rispetto ad altre città globali (Parigi, Berlino, Barcellona e New York), e con le informazioni di Amat si può riflettere sui cambiamenti in atto nelle modalità di trasporto all’interno del Comune di Milano. Lo studio Your Next Milano, realizzato dal centro studi Assolombarda fa il punto.


Con Omicron torna a scendere la mobilità per ‘retail e tempo libero’

A inizio 2022 la rapida diffusione della variante Omicron a Milano provoca un nuovo calo della mobilità legata ad attività di ‘retail e tempo libero’, che scende sui livelli minimi dall’estate 2021 (escludendo agosto scorso), con conseguente impatto sulle attività economiche, in particolare dei servizi ricreativi, alla persona e commerciali.  Infatti, dopo il periodo di massima ripresa della mobilità in pandemia, coincidente con l’autunno 2021, a Milano i movimenti per ‘retail e tempo libero’ a gennaio 2022 tornano a scendere, passando da -10% a -24% rispetto al pre Covid. Nelle prime due settimane di febbraio emergono segnali di risalita parziale, con i livelli in media al -19%.  La pandemia torna a colpire in modo diffuso anche le altre città globali: a gennaio 2022 i movimenti a Barcellona scivolano come a Milano al -24% (sempre nel confronto con il pre Covid), meno che a New York e Berlino, dove scendono al -30%, e meno che a Parigi, al -35%.  Nella prima metà di febbraio, con il graduale allentamento delle pressioni della ondata pandemica, si riscontra in generale un riassorbimento delle cadute, con l’indicatore che a Parigi risale al -30% (da -35%), a New York al -24% (da -30%) e a Barcellona al -17% (da -24%); fa eccezione Berlino dove resta pressoché costante al -30%.  


La mobilità verso i luoghi di lavoro non risente invece della nuova ondata di contagi

Al contrario, l’impatto della diffusione di Omicron sugli spostamenti per motivi di lavoro appare marginale a Milano. Difatti, escludendo il calo osservato nella pausa natalizia, a gennaio gli spostamenti verso i luoghi di lavoro sono in linea con quelli medi osservati tra metà settembre e dicembre 2021 (intorno al -20% rispetto al pre Covid) e, anzi, a febbraio registrano un progressivo incremento (con punte al -15%).  Anche nel confronto internazionale, tutte le città raggiungono di nuovo i livelli dell’autunno 2021: a febbraio Milano e Barcellona risultano di +2/+3 punti percentuali sopra, New York e Parigi in linea (unica eccezione Berlino a -7 p.p.).  Rispetto a gennaio 2020 la distanza è, però, ancora ampia: Milano e Barcellona si attestano al -18/-19%, Parigi e New York al -24%/-25% e, più in basso, Berlino al -27%. Milano e Barcellona mostrano quindi una risalita maggiore nella presenza fisica nei luoghi di lavoro, ma l’evidenza va interpretata anche considerando che si tratta delle due aree urbane a maggiore vocazione industriale.


A inizio 2022, il mezzo privato continua a caratterizzare la mobilità cittadina

Nel dettaglio del comune di Milano, la diffusione di Omicron comporta a gennaio 2022 una repentina flessione sia della domanda di trasporto pubblico locale sia della mobilità tramite mezzo privato. Difatti, l’utilizzo della metropolitana passa dal -30% del periodo settembre-dicembre 2021 al -45% rispetto al pre Covid, mentre gli accessi all’area C scendono dal +4% al -14%.  Interessante rilevare come la riduzione degli spostamenti privati comporti una significativa, e più che proporzionale, contrazione dell’indice di congestione, che passa dal +20% di fine 2021 al -30% di gennaio (sempre nel confronto con il periodo pre pandemia). Il recente calo nell’utilizzo del mezzo pubblico è comparabile a quello del privato, di conseguenza questa nuova ondata di pandemia non appare aver influito sulla ripartizione tra le due modalità di trasporto osservata nel corso dell’anno passato, con un significativo riposizionamento modale a favore del mezzo privato e a scapito del mezzo pubblico rispetto al pre Covid. (VV)

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