SEZIONE: TERRITORIO E SVILUPPO LOCALE - CULTURA, TURISMO E TRADIZIONI LOCALI
ENOGASTRONOMIA

Sei nuove eccellenze agroalimentari riconosciute in Lombardia

16 Dicembre 2021
 

Cinque vengono dal bresciano e una dal comasco. Sono le sei nuove eccellenze agroalimentari (PAT - prodotti agroalimentari tradizionali) riconosciuti dalla Regione Lombardia, ovvero: Arancia amara del Garda, Cappero del Garda, Cedro del Garda, Limone del Garda, Casoncello di Pontoglio (BS) e Toc (CO). Si allunga così la lista delle tipicità enogastronimiche riconosciute, che oggi conta 268 prodotti, raggruppati in 11 diverse categorie. Per farne parte, i prodotti devono vantare metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura storiche, consolidate e riconosciute da almeno 25 anni e praticate in modo omogeneo e secondo regole tradizionali. «La Lombardia ha un patrimonio agroalimentare indescrivibile. I prodotti agricoli e gastronomici rappresentano il nostro territorio, le nostre tradizioni – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi -. Possono essere un volano economico straordinario anche sotto il profilo turistico se accompagnati da una adeguata narrazione e dalla giusta valorizzazione commerciale».


Un ruolo fondamentale nella creazione di identità delle comunità rurali
Il riconoscimento dei prodotti agroalimentari tradizionali ha un ruolo fondamentale nell’affermazione delle identità delle comunità rurali. L’inserimento nell’elenco salvaguarda la tradizione dei processi produttivi, preserva una sapienza spesso secolare e consente di produrre specialità difficilmente replicabili altrove. Mantenendo il legame con il territorio e con le comunità locali che, nei secoli, le hanno generate. «Comuni e operatori – ha aggiunto l’assessore – ci hanno chiesto di far conoscere di più questi prodotti. Abbiamo introdotto per i produttori la facoltà di specificare nell’etichettatura l’appartenenza all’elenco dei prodotti tradizionali riconosciuti dalla Regione Lombardia». E non è tutto: si lavorerà anche per valorizzarli nella grande distribuzione organizzata: «Solo creando economia si può fare in modo che non rappresentino solo i simboli del territorio ma diventino realmente valore aggiunto».


Storytelling di valore
«In epoca post Covid i turisti si sposteranno sempre di più alla ricerca di esperienze sensoriali – ha sottolineato Rolfi -. La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia, ma non ancora è ai primi posti nazionali come meta di turismo enogastronomico. Abbiamo dunque davanti opportunità straordinarie che dobbiamo cogliere, cambiando anche la percezione del nostro territorio. L’agrumicoltura sul Garda, per esempio è documentata già dal XV secolo; i casoncelli di Pontoglio sono fatti a mano uno a uno e sono realizzati con materie prime della zona; il Toc è una polenta preparata con burro genuino e formaggio d’Alpe. Tutte caratteristiche – ha concluso Rolfi – che devono essere raccontate all’esterno valorizzando la storia, i metodi di coltivazione o di preparazione di vere e proprie eccellenze locali». (VV)

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