SEZIONE: WELFARE E POLITICHE GIOVANILI
Diritti

Italiani meno omofobi ma più antisemiti e islamofobi

25 Giugno 2018
 

Cala l'omofobia online in Italia ma aumentano xenofobia, islamofobia e antisemitismo. Questa in sintesi l'immagine dell'odio in rete nel nostro Paese, disegnata dalla terza edizione della Mappa dell'intolleranza presentata all'Università Statale di Milano da Vox: l'Osservatorio Italiano sui diritti, progetto a cui collaborano l'Università degli studi di Milano, l'Università di Bari e la Sapienza di Roma.
Per giungere a queste conclusioni il gruppo di lavoro ha analizzato, da maggio 2017 a maggio 2018, oltre 6 milioni e mezzo di tweet, evidenziando, grazie al monitoraggio di alcune parole sensibili, un 36,93% di post ispirati dall'odio, in aumento del 4% rispetto all'edizione precedente.
Se la diminuzione delle dichiarazioni contro gli omosessuali viene considerata dai promotori della mappa una conseguenza dell'introduzione della legge Cirinnà che ha avviato un cambiamento culturale del Paese, è interessante il dato che concentra l'aumento dei tweet contro i musulmani nelle regioni Campania e Puglia, dove la presenza di queste persone è inferiore rispetto a quella registrata in molte altre zone italiane.

Dove si concentra l'odio in Lombardia
"Più di un italiano su tre twitta il suo odio contro migranti, ebrei e musulmani" ha dichiarato la giornaliata Silvia Brena, co-fondatrice di Vox, che ha ricordato come il metodo d'indagine permette di elaborare delle "mappe geografiche che considerano le zone con il più alto tasso di intolleranza" e che, in Lombardia, evidenziano come a Bergamo si concentra l'intolleranza contro i musulmani e le donne, a Brescia quella contro ebrei, omosessuali e disabili. Roma supera Milano per numero di messaggi d'odio, ma nel capoluogo lombardo sono molto diffusi i tweet contro donne, disabili, migranti ed ebrei.

Ripartire dall'educazione civica
La medicina contro un male così diffuso è una: l'educazione civica, al fine di ritrovare le parole inclusive, i valori fondanti del patto sociale alla base delle democrazie. Per questo la Mappa dell'intolleranza può avere un ruolo fondamentale poichè, come ha spiegato Vittorio Lingiardi dell'Università Sapienza di Roma, permette di "individuare il disagio e incontrarlo nel dialogo", consentendo di avviare "campagne preventive" coinvolgendo le scuole e i territori. (LS)

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