SEZIONE: CULTURA, TURISMO E TRADIZIONI LOCALI
ISPIRAZIONI

La città 2.0 vive grazie alle social street

23 Febbraio 2018
TEMI: Cultura
 

Si intitola "Vicini e connessi. Rapporto sulle Social Street a Milano", l'interessante ebook di Cristina Pasqualini, con contributi dei ricercatori dell’Osservatorio sulle Social Street e prefazione di Marc Augé, che indaga forme e possibili evoluzioni di questa nuova forma di relazione e di vicinato, perfetta per interpretare le nuove esigenze della città 2.0. Cristina Pasqualini è un ricercatore confermato in Sociologia generale, docente di Sociologia dei fenomeni collettivi, Laboratorio di ricerca sociale III (due moduli: Tecniche dell’intervista non-standard) e Metodi per la ricerca sociale (Tecniche qualitative) presso l’Università Cattolica di Milano. Dal 2011 collabora con l’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo, dal 2014 con la Fondazione Migrantes, dal 2016 con la Pastorale Giovanile FOM e il Centro Diocesano Vocazioni della Diocesi di Milano. Nel 2014 ha avviato e coordina l’Osservatorio sulle Social Street. Nel 2017 ha fondato una social street a Milano.


Perchè nasce una social street
"Se è vero che le persone hanno bisogno di luoghi, le social street sono una risposta nuova e innovativa che va esattamente in questa direzione: “addomesticare i luoghi, renderli familiari”. Una social street nasce dal desiderio dei residenti in una strada spenta e a-sociale di ricercare e creare nel territorio – in forma non individuale ma partecipata e collettiva – punti di incontro, ossia luoghi, dove incontrarsi, conoscersi, fare cose assieme, aiutarsi", spiega Marc Augé. “L’esigenza di riallacciare legami di prossimità, per sfuggire all’anonimato è il motore che spinge alla creazione di una social street. Spesso gli amministratori sono persone che si sono trasferite in città per lavoro o studio, che non conoscono i vicini: non sono radicate nel territorio e si trovano spiazzate. Magari provengono da realtà in cui c’erano legami sociali forti. A questo punto o ti abitui all’anonimato o trovi il modo di buttare giù l’indifferenza”, racconta Pasqualini.
 

Milano capitale del fenomeno social street
È la città che ne ha di più, quasi un centinaio, e si distingue da altre città anche per il tasso di attività delle strade. "Bologna le è molto vicina, è stata anche la città che ha dato il via a tutto, altri grandi capoluoghi come Bergamo, Brescia e Torino stanno iniziando adesso a scoprire il fenomeno e le ricadute positive che i legami di prossimità possono avere per il territorio”. In allegato l'ebook scaricabile. (VV)


Cristina Pasqualini, Vicini e connessi. Rapporto sulle Social Street a Milano, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2018.

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