SEZIONE: ISTITUZIONI, ASSOCIAZIONISMO E RIFORME
Fusioni

Valori e identità rimangono anche se si cambia il nome

26 Aprile 2017
 

Dalla fusione dei Comuni di Perego e Rovagnate nasceva nella provincia di Lecco il 30 gennaio 2015 il nuovo Comune di La Valletta Brianza. I due ex Comuni facevano parte dell'Unione dei Comuni Lombarda della Valletta il cui terzo componente era Santa Maria Hoé. Quest'ultimo ha deciso di non partecipare alla fusione, rimanendo con il nuovo Comune de La Valletta nell'Unione già esistente negli anni 2000 e implementata nel 2012, quando tutte le funzioni sono state devolute all'Unione, con la riorganizzazione dei servizi e del personale. Dunque La Valletta Brianza nasce in un “contesto particolare”, come ci dice Roberta Trabucchi, sindaca del nuovo Comune, “e l'appartenenza all'Unione ha in un certo senso facilitato il progetto di fusione. Per contro, da un punto di vista amministrativo si è semplificato il lavoro nell'Unione perchè ora i consigli comunali e i sindaci chiamati a prendere decisioni sono solo due. Per quanto riguarda la fusione, a distanza di quasi due anni posso dire che il bilancio è positivo. Abbiamo implementato il livello di fornitura dei servizi, a parità di tasse, e abbiamo un accesso privilegiato ai bandi, considerato che ai Comuni nati da fusioni vengono attribuiti più punti. Infine possiamo realizzare progetti che prima non potevamo nemmeno immaginare. Abbiamo in fase di progettazione quattro opere, la più importante delle quali è la sistemazione della villa Sacro Cuore risalente al Settecento ed ex sede del Comune di Rovagnate. Vogliamo trasformare l'edificio in un centro unico di servizi per i cittadini, riunendo qui tutti gli uffici che oggi sono dislocati su tre sedi differenti”. Uno fra gli spauracchi branditi da coloro che sono contrari alla fusione è la perdita di identità, ma a La Valletta questa perdita non si vede. “Certo” aggiunge la Sindaca Trabucchi, “capita ancora che qualcuno faccia riferimento al Comune chiamandolo con il nome del vecchio e in fondo non c'è nulla di male a sentirsi legati al proprio territorio, anzi. Valori e identità non si cambiano perchè si cambia cartello. Il punto di forza che ha sorretto i Sindaci che prima di me hanno intrapreso il cammino della fusione è stato quello di crederci, di credere che questo progetto poteva portare benefici e libertà da vincoli che bloccavano le iniziative, come del resto è avvenuto”. Anche per la Sindaca Roberta Trabucchi qualcosa si può fare per migliorare la normativa che oggi regola le fusioni. “Come detto l'appartenenza all'Unione ha certo favorito i lavori per completare il processo di fusione nei mesi del commissario prefettizio, ma credo sia necessario prevedere, a fianco del commissario, la presenza anche degli ex Sindaci, vuoi per la progettualità successiva alla fusione vuoi per la loro conoscenza del territorio. Bisognerebbe poi allineare i tempi con il primo gennaio per evitare complicazioni. Nel nostro caso, per esempio, abbiamo dovuto stendere per pochi mesi ben quattro bilanci: quello delle vecchie amministrazioni, quello del nuovo Comune e quello dell'Unione. È necessario un tempo più lungo per tutti gli allineamenti necessari. Per quel che ci riguarda avevamo già adeguato il software e gli applicati per l'Unione e, per fare un altro esempio, abbiamo adottato da tempo la firma digitale”.

(SM)

Leggi anche...
Comuni

Falliti i tentativi che hanno riguardato 6 Comuni

Il neo Presidente annuncia, per il prossimo 20 giugno, l'Assemblea regionale dei piccoli Comuni e delle Unioni di Comuni

Le domande devono essere presentate entro il 15 settembre 2010, corredate dalla documentazione e dai contenuti previsti dalla normativa di settore

Strategie Amministrative online,
periodico di informazione registrato
al Tribunale di Milano al n° 328/2002
in data 27 maggio 2002
ANCILAB © Copyright 2022 - P.Iva 12790690155